
“Respinto l’emendamento che limita l’aumento selvaggio tariffe trasporto pubblico locale. Un “no” che toccherà le tasche di quei cittadini che non possono permettersi l’automobile o che magari, per questioni ecologiche, lasciano l’auto a casa e per questo andrebbero invece premiati. L’assurdità è che a permettere aumenti dei biglietti dell’autobus, il mezzo popolare per eccellenza, sono un Governo e una maggioranza PD che siedono ancora alla sinistra dell’emiciclo”. Lo dichiara il deputato emiliano della Commissione Trasporti Michele Dell’Orco che oggi, in Commissione Bilancio alla Camera, si è visto respingere l’emendamento a sua prima firma al decreto enti territoriali che poneva più precise condizioni ai requisiti imposti dal governo, con l’art. 16-bis del decreto-legge n. 95/2012 e al dpcm 11 marzo 2013, per la ripartizioni tra le Regioni del Fondo Nazionale al TPL. “Non si è voluto dare una soluzione nazionale al problema dei rincari. Spero almeno–si augura il parlamentare- che la prossima settimana l’amministrazione PD di Modena abbia il buon senso di porre un freno locale agli aumenti tariffari. Mi spiace però dover constatare che in Commissione non ho visto nessun parlamentare emiliano degli altri partiti quando si discuteva delle tariffe, un atteggiamento che sembrerebbe denotare un certo disinteresse per il problema”.
Racconta ancora Dell’Orco: “Avevo chiesto un accantonamento dell’emendamento per permettere a tutti di ragionare meglio sulle politiche pubbliche di trasporto urbano ma la mia richiesta non è stata accolta. Come avevo già spiegato infatti, le Regioni e gli enti locali da anni denunciano il depauperamento del fondo nazionale per il TPL, che già nella sua dotazione iniziale di circa 4.929 milioni era insufficiente. La risposta a questa mancanza di risorse è stata una politica della mobilità pubblica del tutto distorta che si basa sull’innalzamento delle tariffe oppure sul taglio del servizio. Queste drastiche misure predisposte dalle aziende, con l’avallo dei Comuni e delle Regioni, sono a loro volta però anche il frutto dei requisiti imposti dal Governo nell’elargizione dei fondi nazionali del TPL. Tra quei requisiti infatti – spiega il pentastellato- c’è anche il criterio di incremento del rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi, così alle aziende basta alzare il prezzo dei biglietti per ottenere più fondi pubblici. Con il nostro emendamento chiedevamo di escludere invece quelle aziende che alzano le tariffe ma non si sono impegnate nella riduzione dei costi operativi o meglio in un’adeguata spending review fatta senza penalizzare il servizio”.
“Il sottosegretario Bressa, presente oggi in Commissione in rappresentanza del Governo ha però riconosciuto l’importanza della nostra proposta e ha dichiarato -riporta il deputato – che sottoporrà la questione al Ministro competente per trovare una soluzione in un prossimo provvedimento. Ci auguriamo-conclude Dell’Orco- che non siano solo parole al vento e di non dover constatare ancora una volta che questo Governo tiene chiusi i cordoni della borsa quando si tratta di misure che interessano i cittadini ma è sempre generoso quando si tratta di elargire fondi per inutili grandi opere e autostrade che interessano le lobby di asfalto e cemento”.
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Michele Dell’Orco
Cittadino Deputato
Movimento 5 Stelle













