L’eliminazione del Sassuolo dalla scena continentale induce a qualche riflessione vista la reazione dura e convinta dei sostenitori neroverdi attraverso i canali telematici. Prima di tutto vanno i ringraziamenti a tutto l’ambiente per la fantastica avventura europea che rimane qualcosa di straordinario per una piccola realtà come quella sassolese. In questo senso la squadra ha perso lottando con onore e anche se sconfitta ha dato l’impressione di tenere con spirito e caparbietà fino alla fine; il gruppo di Di Francesco ha pagato l’inesperienza, i diversi infortuni che tolgono scelte e qualità al collettivo neroverde ma non si può non fare riferimento ad un calcio mercato che ha sempre destato in chi scrive e non solo parecchie perplessità. Il Sassuolo sesto nell’ultima stagione di serie A riesce ad approdare ai gironi di Europa League; qualcosa non solo di storico, ma al momento irripetibile: stagione memorabile che meriterebbe un altro tipo di approccio societario… Invece, ci ritroviamo a fine novembre eliminati dal palcoscenico europeo e con una classifica in campionato più vicina alle zone calde che a quelle nobili; qualcuno potrebbe pensare che vada bene così, ma tutto questo non è giusto. Si possono tirare in ballo sfortuna, il doppio impegno e altre scuse ma dopo un’annata meravigliosa a distanza di qualche mese ci si ritrova con un Sassuolo perdente e incapace di creare stimoli ed entusiasmo, fattore decisivi per la splendida parabola neroverde. Lecito sentirsi ingannati, parlando di obiettivi: i vertici societari parlano di un 5°-6° posto finale pronosticando la stagione 2016/17 e di un avvicinamento progressivo ai piazzamenti Champions League.Tutto sbagliato, frutto di vendite eccellenti (Sansone,Vrsaljko in primis) non adeguatamente rimpiazzate; acquisti pochi:sono arrivati in piazza Risorgimento giocatori in prospettiva e un attaccante inadeguato alla dimensione societaria, ovvero Matri. Il futuro è adesso, tanti proclami poi al netto di tutto si incassano sconfitte che solo una certa identità tattica forgiata dal mister abruzzese evita di trasformare in sonore batoste o umiliazioni; pertanto occorre correre ai ripari nella sessione invernale di calcio mercato per invertire la rotta. Tra cessioni, sponsor, diritti televisivi e premi per la partecipazione alla competizione europea sono entrati nelle casse societarie oltre 90 milioni di euro; non si vuole fare i conti in tasca a nessuno ma gli investimenti dove sono? Il Sassuolo gestito come un’azienda ha mostrato un’indiscussa capacità organizzativa, ma sotto il profilo sportivo si sta manifestando la mancanza di un direttore con le giuste competenze tecnico-gestionali. E’ venuto il momento di fare un passo indietro e chiamare un uomo di sport capace di andare oltre gli schematismi aziendali in modo da avere facoltà nella sfera tecnico-sportiva per scalfire l’assoluto dominio di Giovanni Carnevali: un uomo solo al comando stride e non poco con l’idea di una certa pluralità in famiglia. Ad ognuno il suo…sassssssssssssuolo logo calcioooooo