magnaCIMG1615Tanti auguri a Francesco Magnanelli, autentica bandiera neroverde. Le candeline sulla torta sono 31, eppure questo ragazzo umbro riassume meglio di chiunque altro la parabola calcistica del Sassuolo: una vita a rincorrere gli avversari e ad impostare. Nella sua carriera ha vestito 343 volte la casacca del club di Piazza Risorgimento nei vari campionati: arrivato nell’estate 2005 con la formazione emiliana in C2 ha saputo passo dopo passo arrivare col Sassuolo, di cui è il capitano, in serie A. Autentico trascinatore e uomo guida nello scacchiere di Di Francesco incarna col suo stile di gioco il modello calcistico cucito addosso ai neroverdi dal tecnico pescarese. In questo senso per intelligenza tattica, spirito di sacrificio e dedizione alla causa è il simbolo dell’ascesa neroverde: faro del centrocampo e fonte del gioco del Sassuolo. Non un talento eccelso o la classe cristallina di star del pallone, ma la capacità di aggredire l’avversario e quella spinta propositiva a costruire, a ricercare soluzioni e a disegnare trame tattiche con una continuità ed un’efficacia tanto rare quanto preziose nel panorama calcistico nazionale. Il n°4 sempre e comunque presente in mezzo al campo è una garanzia di solidità e di sagacia; per tutti Magnanelli è il Puma per quelle movenze eleganti nell’organizzare il gioco neroverde a cui unisce quell’istinto felino di indomito cacciatore pronto a rincorrere e ripartire. Fisicamente non velocissimo, si deve riconoscere a Francesco un senso della posizione sul rettangolo di gioco sintomo di un’elasticità mentale di grande spessore: attraverso questa abilità che mischia approccio temperamentale a rapidità di pensiero si può spiegare il perché del rendimento del capitano capace di vincere duelli a centrocampo con atleti tecnicamente più dotati. Un calciatore, considerato il centro nevralgico del gioco neroverde, tanto da destinare al Puma una marcatura personale come avviene per goleador o numeri 10: recentemente anche il tecnico del Carpi, Castori, ha provato ad “ingabbiare” Magnanelli; tutto questo testimonia la considerazione conquistata sul campo dal capitano. C’è un aspetto che rende speciale la figura di Magnanelli: riuscire ad attraversare faziosità ed energie campanilistiche per essere davvero riconosciuto da tutti un vero capitano, quello pronto a rappresentare il gruppo per abnegazione ma anche per mentalità aperta verso nuove sfide e nuovi traguardi. Il 20 agosto scorso gli sono state consegnate le chiavi della città, è parte di questa comunità: un atleta capace di diventare davvero “Uno di noi” che lavora ed opera per lo sviluppo di Sassuolo a tutto tondo. L’augurio, caro Francesco, è di vederti in versione europea con la tua fascia da capitano: sarebbe il coronamento di un percorso neroverde che ha radici lontane; ecco, un ulteriore tocco caratteristico ad una carriera straordinaria in una dimensione cittadina capace di arrivare oltre i confini nazionali…