Tante promesse disattese nella vicenda legata al Teatro Carani; tutto è chiaro: manca la volontà politica per una riapertura di quello che rimane il contenitore culturale cittadino per eccellenza. Il Comune continua a prendere tempo lamentando qualche deficienza, non meglio precisata, legata ai permessi per un pieno restyling; la verità al di là di ragioni sterili o alibi è che le priorità siano altre, quindi tutto resta tremendamente fermo a fine ottobre 2014. Sono trascorsi due anni abbondanti dall’ordinanza di chiusura disposta , in tanti si erano illusi in ordine ad una riaccensione delle luci; invece, è calato il sipario tra mille perplessità. Quella che doveva essere una sospensione temporanea dell’attività teatrale si sta rivelando un’agonia imbarazzante: un paese che, vanta un polo ceramico di portata mondiale con la locale squadra di calcio in serie A, ha dato i natali ad artisti della canzone di successo francamente non può permettersi di restare senza il Teatro. Perché si possono raccontare tante storielle e trovare diverse scuse, ma è necessario restituire il luogo dove è possibile organizzare spettacoli degni di questo nome parlando di musica,prosa, varietà e delle più svariate esibizioni artistiche. Non solo questo, il Carani rimane il cuore pulsante della cultura municipale: associazioni e gruppi hanno portato in scena e raccontato tanti frammenti di storia comunale dando voce alla vita del territorio. Qualcuno potrà dire che in un momento di ristrettezze economiche rimanga comprensibile il “sacrificio” del Carani; ma, senza la propria anima culturale un paese si perde e diventa anonimo smarrendo le proprie peculiarità. Altro che cartellone teatrale e programmazione artistica, qui non manca la stagione… c’è di più, che fine ha fatto il Teatro di viale XX settembre? Dai vertici comunali fanno sapere che l’idea organizzativa di teatro oggi mal si concilia con il marketing moderno, ma vorrei ricordare che stiamo parlando di un’Amministrazione e non certo di una multinazionale… In questi giorni due eventi significativi stanno lì a dimostrare quanto a Sassuolo manchi un luogo dove si possa fare teatro: da una parte il tentativo, che merita approvazione e sostegno di allestire una stagione teatrale, presentato dall’associazione culturale Crea presso il Teatro Temple e dall’altra l’organizzazione del Concerto di Natale a cura di quel meraviglioso scrigno di progetti ed amore, nato dall’amore per la vita della sua fondatrice Tiziana Orsini, che risponde al nome di Per Vincere Domani. Nel caso della Onlus, lo spettacolo costretto a traslocare a Casalgrande: la rassegna corale, di melodie natalizie, accompagnata dal corpo bandistico si terrà venerdì 16 dicembre al teatro “De Andrè” a partire dalle ore 21. Oltre ai tentativi di fare qualcosa a livello di rappresentazioni non si va, applausi e consensi alle intenzioni ma il Carani è un’altra cosa: non confondiamo, c’è un mondo di differenza…Al di là dello spessore artistico si ha l’impressione di una città cui sia stato rubato lo spirito comunitario e ahimé orfana del suo gioiello di storia municipale: non si possono tirare in ballo le fatidiche questioni di bilancio…liberate-il-kraken-10-638carani