internetttttttttttttTutto pronto per l’inaugurazione della nuova sede del Pd di Sassuolo; a presenziare alla cerimonia ci sarà Lorenzo Guerini braccio destro del premier Matteo Renzi. Proprio Guerini ha fatto dell’utilizzo di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione un punto di forza.A proposito di questo, il sito internet del Pd locale è off-line da tempo; secondo i cattivi pensieri il Pd cittadino vorrebbe nascondere l’ingresso tra le sue fila di alcuni esponenti che alle ultime elezioni amministrative si erano schierati a sostegno di Giorgio Barbieri, ex assessore di Luca Caselli. Una forzatura regolamentare che il Pd ha tutto l’interesse a coprire? Passiamo a Facebook, la pagina del Pd Sassuolo ha 682 mi piace, pochi se consideriamo i 2.118 della pagine del principale gruppo di opposizione in consiglio comunale “Sassolesi”; analizzando l’ultimo mese i 13 post pubblicati hanno raccolto 62 like (l’indice di gradimento su Facebook), una media di 4.7 like a post, di cui solo 1 su 5 proviene da un esterno al gruppo dirigente locale o da un addetto ai lavori. Per non parlare dei commenti, pressoché inesistenti. Su twitter l’account @pdsassuolo è fermo al 22 luglio dello scorso anno quando aveva totalizzato 221 tweet e catturato l’attenzione di 364 followers. Anche la descrizione è ferma alle ultime elezioni: un messaggio di ringraziamento agli elettori più che dare informazioni utili sull’organizzazione. L’ex sindaco Caselli da solo, per fornire un termine di paragone, può contare su 3021 followers ed ha prodotto 9327 tweet. Il Pd preferisce percorrere i canali tradizionali: la presenza sul territorio garantita da circoli è una formula di usato sicuro, il social addict Luca Caselli è stato sconfitto. La tanto promessa rivoluzione non è certo digitale, sono tanti i segnali di debolezza in questo senso …