Il 13 gennaio di 53 anni fa, nasceva a Cesena probabilmente il più grande scalatore di tutti i tempi. Memorabili le sue ascese e le sue funamboliche discese, colpi di pedale in grado di accendere passioni e di meravigliare: lampi di una genialità intrisa di talento, di forza, di resilienza, di fatica. Un campione buono e riservato, ha pagato un prezzo altissimo alla sua generosità; in questo senso, impossibile  non pensare a quanto accaduto il 5 giugno 1999, con l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia, con l’infamante ombra del doping. Non è un delitto essere il migliore, il più forte; avere la capacità di andare oltre la sofferenza e vincere. I fatti di Madonna di Campiglio hanno segnato la vita del Pirata, Marco e la sua bicicletta un’essenza unica; un’anima sola, investita da malvagi giochi di potere e sporchi interessi. Straordinaria la voglia di tornare ad essere un vincente dopo i problemi fisici, ma reagire ad un colpo come quello ricevuto a Madonna di Campiglio si è rivelato impossibile. Un tremendo schiaffo alla passione di una vita, al proprio essere: in un attimo crollano i progetti, svaniscono i sogni di una gloria, ogni giorno più vera, ed ha inizio un calvario impossibile da scalare. Ci si ritrova soli, il tarlo delle depressione sbriciola quel mondo costruito con sacrifici e strepitose imprese; tutto tremendamente strano, tante velenose anomalie, restano gli straordinari trionfi che gridano amore e verità. Non serve parlare, i nostri cuori hanno percepito gli umori di una realtà scomoda;  continua a pedalare nel cielo infinito, oltre i confini. Tu eri altro e sarai sempre così. Hanno provato a distruggere il tuo ricordo, ma corri veloce nel vento della magia NESSUNO TI AVRA’, MAI, SFUGGENTE NELLA TUA UNICITA’

——————————————————————————————

 “…ma andate a vedere cos’è un ciclista e quanti uomini vanno in mezzo alla torrida tristezza per cercare di ritornare con quei sogni…perché si sta dando il cuore…e poi dopo, come fai a non farti male”.

Un estratto scritto da Marco Pantani: emerge la disperazione di un uomo  e di un bambino a cui hanno rubato il sogno di continuare a pedalare; distrutto e svuotato di ogni dignità

_________________________________________________________

Parole e musica di MORGANA MONTERMINI

Passo sopra la linea sottile e l’asfalto che caldo che fa
Mi ricorda quell’afa d’estate di spiaggia
E la linea e’ orizzonte più azzurro al di la’.
Non mi lamento e ogni muscolo lento
E’ lui che mi spinge verso il limite estremo
Sono io, e’ tutto vero,
non mi trucco, non c’e’trucco.

IO SONO UN PIRATA VERO
E LA BICI
E LA BICI E’ IL MIO VELIERO.
PERCHE’ IO
SONO UN PIRATA VERO
E LA BICI
E LA BICI E’ IL MIO VELIERO

Passo oltre la linea sottile del mondo e del mondo al di la’
Sfreccio lungo le strade celesti
Ed il vento che mi spinge non c’e’.
Solo ora mi sento leggero
Gregario di angeli qua
Liberato dai bianchi sigilli
Dei re dimenticati di la’.

Il fuoco brucera’ l’albero
Soffiera’ il vento dell’Alpe
E alberi nuovi e sani vinceranno
Pirati nuovi saranno
Con vele piene
Con vene piene
Solo del vento del mare
Solo del vento del mare

IO SONO UN PIRATA VERO
E LA BICI
E LA BICI E’ IL MIO VELIERO………….
Vincere, tutta la vita
Vincere, senza le lacrime, lacrime rosa
Nè velo da sposa.
Vincere, non e’ una gara da vincere
Solo l’amore ci salva gia’
Ci salva gia’.

 

VI SEGNALIAMO IL VIDEO DELLA CANTAUTRICE SASSOLESE Morgana Montermini dedicato al campione dei pedali https://youtu.be/GM85mvnAvlg

Il brano succitato sarà riproposto all’interno del cofanetto “Ventocontrovento”, un mix emozionante di parole e musiche prossimamente in uscita