Presidio pacifico questa mattina nei pressi del Municipio sassolese: alcuni manifestanti hanno esternato il loro disappunto per la vicenda legata alla viabilità di via Legnago. Attraverso alcuni cartelli è stata ribadita la tesi della riapertura no stop della via succitata: il tutto sostenuto dalle oltre 2800 firme di protesta contro la decisione del governo cittadino. I vertici comunali a 5 mesi dalla chiusura hanno avanzato l’idea di una parziale riapertura della strada in questione: un contentino che non soddisfa tanto che sono molti i cittadini che parlano categoricamente di “capriccio imposto da una minoranza”. Il sit-in odierno organizzato da cittadini e coordinato dalla Lega Nord segue l’incontro di ieri sera voluto dal consigliere PD, Gino Venturelli. L’assemblea in questione che ha visto la presenza di circa 60 persone ha rimarcato un aspetto fondamentale che Giorgio Barbieri, ex assessore e attuale anima della lista civica Sassuolo 2020, analizza:”Cittadini amareggiati e arrabbiati per la mancanza di esponenti dell’Amministrazione comunale – puntualizza – l’ennesima sconfitta di questa Giunta in riferimento ad informazione e comunicazione, quando non si instaura un rapporto fatto di dialogo, partecipazione ci si allontana dal concetto di comunità -conclude – al di là delle scelte politiche nella gestione di un territorio la presenza dell’Amministrazione rimane un elemento fondamentale; invece a Sassuolo la maggioranza fa gara a sé, evitando ogni forma di discussione e confronto”. La situazione di via Legnago ha creato problemi di traffico ad altre strade adiacenti, le vie Mantova e Pordenone su tutte, polemizzano in tanti: quindi il provvedimento ha creato nuovi quesiti spostando il nocciolo della questione e addossando altrove la patata bollente… Per molti grottesca la decisione di riaprire al flusso veicolare la mattina: il traffico non era tra le ragioni della chiusura? Probabilmente c’è altro…