Uno striscione dai toni tanto goliardici quanto polemici è stato affisso nei pressi della struttura sopraelevata che consente il collegamento ferroviario con Modena: il tutto lungo l’arteria che permette l’ingresso al quartiere Braida. A finire nel mirino delle critiche, probabilmente, le scelte di dare nuova vita al rione attraverso opere di restyling che porteranno in futuro costruzioni nuove in grado di superare complessi simbolo del degrado e triste eredità di un passato difficile tra risse, spaccio ed illegalità. I residenti del rione sono preoccupati da linee politiche troppo indirizzate verso un’apertura immigratoria; chi vive o lavora in questo angolo di Sassuolo teme possa tornare il degrado che ha regnato per anni, nel nome di un’integrazione che ha creato enormi disagi. Il progetto di dare un volto moderno e sostenibile , sulle ali di una Sassuolo inclusiva ed aperta, rimane edificante ma le perplessità restano. Un duro lavoro attende l’amministrazione sassolese, per quanto possa essere complicato dare una nuova immagine agli spazi sicuramente conquistare la fiducia della gente, in primis, di chi per anni ha vissuto la libertà violentata di Braida, non sarà semplice. Alzare polveriere, pronte ad esplodere, in un deserto sarebbe imperdonabile: questione di una fondata esperienza, niente di più