“Inutile che il Pd continui a creare allarmismi: nessun richiedente asilo che ha diritto di rimanere in Italia finirà per strada. Semplicemente chi non ne ha diritto perchè non fugge da guerre nè da persecuzioni dovrà andarsene”.

E’ il consigliere della lega Stefano Bargi a chiarire ancora una volta quali saranno, davvero, gli effetti del Decreto sicurezza sulla questione clandestini: “I Comuni spaventati dalle novità introdotte dal decreto continuano, più o meno colpevolmente, a creare allarmismi su una questione inesistente”, spiega Bargi “non ci saranno persone in fuga dalla guerra che finiranno per strada, ma semplicemente non verranno più viziati e coccolati con vitto alloggio e corsi di canto, quelli che non hanno diritto a rimanere nel nostro Paese”, spiega il consigliere “i tanti cioè, lo ricordiamo, che poi nonostante l’accoglienza e l’aiuto ricevuto finiscono a spacciare per le nostre strade quando non a fare di peggio come dimostrano tutti i giorni i casi di cronaca”.

Bargi ricorda che “ad essere eliminato è semplicemente il permesso di soggiorno per motivi umanitari che, per come era stato utilizzato fino ad oggi, creava migliaia e migliaia di finti profughi a carico del sistema di accoglienza italiano”, con una spesa enorme “che andava a scapito non solo delle tasche dei contribuenti, ma anche dei veri profughi che realmente devono essere guidati nel percorso di integrazione”.

I sindaci e gli assessori “che ora si lamentano davvero vorrebbero continuare ad utilizzare soldi dei contribuenti per mantenere immigrati entrati clandestinamente nel nostro paese che non fuggono da guerre e semplicemente approfittano di una emergenza per farsi riconoscere diritti che non hanno? Non è più giusto e corretto dedicare le stesse risorse ai pochi rifugiati che realmente rischiano di morire se rientrano in patria? Lo capiscono gli amministratori che si lamentano che si tratta di una strategia politica per ridurre l’afflusso di clandestini nel nostro Paese e che per farlo bisogna lanciare in modo chiaro il messaggio che qui non è il paese del Bengodi?”

Per Bargi “le bugie stanno in poco posto” e “il vero problema è che anche su questo tipo di accoglienza, che abusava del sistema Sprar per accogliere anche chi non ne avrebbe avuto diritto, si era creato un business a cui ora la sinistra non vuole rinunciare perchè è tutto in mano agli amici degli amici”. In realtà “non sperperare denaro pubblico per offrire accoglienza a chi non è un vero profugo dovrebbe essere un principio valido e rispettato per qualsiasi amministrazione”, soprattutto considerando “i bisogni che hanno i tanti italiani che, per anni, si sono visti surclassare da falsi profughi serviti e riveriti a spese nostre. Esattamente quelli che ora non avranno più diritto all’assistenza”.

Ufficio Stampa Lega Nord Regione Emilia Romagna