lega nord
«Nel progetto di legge sui rifiuti della maggioranza vediamo solo molte criticità.» Lo ha espresso in aula consigliare della Regione, Stefano Bargi, a nome del gruppo della Lega Nord. Il quale ha snocciolato all’assemblea una serie di problemi: «Partiamo ancora da questo studio (il Piano rifiuti; ndr) che è costato 270mila euro alla scorsa consigliatura, ma che non ha risposto alle tante osservazioni critiche arrivate. Nonostante questo – ha osservato Bargi – si è cercato in tutti i modi di approvare in fretta e furia la legge, senza uno studio per capire l’incidenza sugli utenti e la sua efficacia; con l’unica certezza di un aumento del 20% (che inciderà per esempio sulle imprese) e che è slittato al 2017 soltanto perché siamo riusciti a non fare approvare la norma entro lo scorso luglio.» Secondo Bargi, la strada indicata dagli emendamenti (rilanciati) della Lega è quella maestra: «Perché così, le nostre imprese pagano un’eco-tassa maggiorata rispetto a tutte le altre regioni, come il Piemonte e la Lombardia, producendo come risultato una circolazione abnorme di rifiuti verso altri lidi. Quello che bisogna perseguire – osserva Bargi – è un sicuro mercato del riciclaggio, partendo dalla “carota” degli incentivi, anziché dal “bastone” degli aggravi: promuovendo quei comuni che investono nel “porta a porta” spinto e arrivano ad una tariffazione puntuale. Che ora è prevista per il 2020.» Quello che dovrebbe stimolare il tutto, «è un cambio culturale nell’educazione della raccolta differenziata – dice ancora Bargi – e non una stangata che arriverà nelle tasche del cittadino, che si troverà a pagare anche la riorganizzazione di Atersir, che dovrebbe essere a costo zero per le bollette sui rifiuti. I quali devono essere finalmente considerati come un prodotto dall’azienda di raccolta e questo dovrà essere messo per iscritto sulla legge.» L’unica strada possibile, la Lega l’ha finora individuata contattando i singoli sindaci e presidenti delle province in regione, «affinché ci evidenzino osservazioni e criticità, per alimentare un dibattito serio, che la maggioranza che ci governa oggi non vuole ascoltare, forse solo per aumentare il costo delle tariffe.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna