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Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord e relatore di minoranza del progetto di legge regionale sulla produzione dei rifiuti urbani e modifiche alla legge sul tributo speciale per il deposito in discarica, chiama all’appello tutti i sindaci, presidenti e consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna, per metterli in guardia su una legge che, se approvata così come scritta, comporterà un significativo aumento di tributi che inevitabilmente ricadranno su imprese e cittadini. «La maggioranza di centrosinistra in Regione – dichiara il consigliere del Carroccio – farà scattare aumenti di tributi speciali per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, nonché per lo smaltimento dei rifiuti in impianti di incenerimento senza recupero di energia. In sostanza, il tributo in Emilia-Romagna risulterà il più oneroso rispetto a molte regioni vicine: ammonterà a 12 euro/tonnellata, contro i 5,16 euro/tonnellata in Umbria, 5,17 euro/tonnellata in Piemonte, 7,74 euro/tonnellata nel Lazio, tanto per fare qualche esempio.» Ciò per via del fatto che per i rifiuti urbani ammissibili al conferimento in discarica è previsto un importo di 25,82 euro/tonnellata e il tributo speciale per il conferimento in discarica degli inerti aumenterà da 7,75 euro a 9 euro/tonnellata. Un salasso per il contribuente. «Ho chiesto con insistenza – avverte Bargi – che gli aumenti decorrano dal 2020, anno in cui è prevista l’entrata in vigore della tariffazione puntuale, anche per dare tempo e possibilità alle imprese di avviare sperimentazioni e innovazioni per ridurre la produzione di rifiuti ed il necessario smaltimento, ma sono riuscito ad ottenere solo lo slittamento al 2017, anziché dal 2016 come inizialmente previsto. Ho quindi prontamente scritto – dichiara Bargi – a tutti i sindaci, presidenti e consiglieri regionali per metterli in guardia su quanto sarà approvato dalla maggioranza nella prossima seduta dell’Assemblea Legislativa del 29 e 30 settembre: rincari del 20%, mancanza di uno studio di impatto di questa normativa, e di un Piano Gestione Rifiuti approvato, conseguente perdita di competitività delle aziende, ed ulteriori oneri a carico dei Comuni. Quali ad esempio l’incentivazione del compostaggio domestico nelle zone agricole, l’organizzazione dei centri comunali per il riuso, costi applicati ai quantitativi di rifiuti non inviati a riciclaggio.» L’entrata in vigore della legge, insomma, comporterà anche aumenti dei costi per il funzionamento di Atersir che si ripercuoteranno sui costi in bolletta per i cittadini, aumenti che sono a suo avviso assolutamente da evitare: «Chiedo – conclude il consigliere – ai Comuni di far sentire la loro voce prima dell’approvazione, dopo sarà troppo tardi e sarà inutile lamentarsi.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna