
Ospedali per acuti riconvertiti in Case della Salute o presidi sociosanitari lontani dalle finalità di partenza delle strutture. Succede, purtroppo, sempre più spesso sul territorio regionale, per effetto di una programmazione sociosanitaria spesso “miope” di fronte ai problemi e al bisogno di salute di una comunità. Solo che, nel caso dell’ospedale “Regina Margherita” di Castelfranco Emilia (Mo), c’è una donazione di mezzo, che viene disattesa nelle sue finalità. «Con il passaggio della struttura ospedaliera in capo all’Ausl di Modena – attacca il consigliere Ln, Stefano Bargi, in una sua interrogazione presentata in Regione – non vi è più traccia dei vincoli imposti dai donanti: riferiti alla costruzione di fabbricati esclusivamente ad uso di ospedale-ricovero (già di proprietà del Comune; ndr) e servizi connessi – ricorda Bargi – e alla riserva di “due letti nell’ospedale a sua disposizione per sé, i suoi eredi legittimi e per ammalati poveri aventi domicilio nel Comune di Castelfranco Emilia”.» Un atto di estrema generosità, che però si perde nelle pastoie della programmazione sanitaria regionale, mentre: «L’idea di riconvertire l’ospedale “Regina Margherita” in una non meglio precisata struttura ambivalente (Casa della Salute ed “Hospice”) nasce nel 2014, come misura estemporanea e risulterebbe non coerente alla programmazione sanitaria regionale e locale.» Non a caso, Bargi ricorda che nel Pal (Piano attuativo locale; ndr) del 2014, il nosocomio di Castelfranco viene indicato tra i presidi idonei allo svolgimento delle attività sanitarie per i problemi a maggior incidenza epidemiologica. Tuttavia, e qui sta il paradosso, la stessa delibera approva una relazione sanitaria che prevede la riconversione del “Regina Margherita” in una Casa della Salute (da 20 posti letto di interesse sociosanitario) e un Hospice (con altri 10 posti di degenza), inizialmente previsto a Baggiovara, dove invece sarà trasferito l’Spdc; ovvero, il servizio presidio per diagnosi e cura, inizialmente previsto nella ricostruendo palazzina crollata al policlinico. Bargi, insomma, interroga la giunta regionale per chiedere se la riconversione del “Regina Margherita” sia conforme alla programmazione; sulla sorte del personale medico, infermieristico e di servizio, e se vi siano le condizioni per questa riconversione: compatibilità tra Casa della Salute e Hospice, servizi di cure palliative, ed infine, ma non meno importante, «se la richiesta avanzata per quasi 2 milioni di euro nel 2009, per la ristrutturazione dello stesso Spdc, sia coerente con questo insieme di cose e se il Ministero abbia concesso e quando l’autorizzazione alla nuova destinazione del finanziamento? Inoltre – conclude Bargi – mi chiedo se debba essere mantenuto (come crede la Lega Nord) un servizio ospedaliero di prossimità sul territorio, così come previsto dal Pal per il Comune di Castelfranco Emilia.»













