La Provincia di Modena sembra voler rilanciare il distretto industriale creando una non ben definita “area vasta”, magari strizzando l’occhio ai territori di Ferrara e Bologna e, perché no, Reggio Emilia. Peccato che quest’ultimo territorio guardi con favore alla vicinanza con Parma e Piacenza. Insomma, l’estate del post-riordino istituzionale votato in Regione non è quello del consolidamento dei territori, bensì quello del “risiko” della politica, che mette a rischio la funzionalità dei servizi dei cittadini. Ne è convinto il consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, che risponde a distanza ai proclami del presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli, sostenendo che il Carroccio: «si è sempre opposto a questa riforma pasticciata, che non tende al miglioramento della qualità dei servizi e al funzionamento delle istituzioni – osserva Bargi – ma, con i suoi oltre 80 articoli, ad alimentare incongruenze e contraddizioni.» Insomma, tutto il contrario delle leggi più snelle votate in Lombardia e Veneto e volute dalla Lega. «Perché sarebbe stato più semplice – osserva Bargi – accentrare i servizi in Regione, mantenendo dei presidi locali e garantendo qualità elevata e semplificazione dei servizi stessi. Questa politica pasticciata degli avvicinamenti e delle prese di distanza, invece, chissà dove porterà con tutto questo proliferare di enti di secondo livello non eletti dai cittadini, ed indefinite aree vaste. Di certo siamo lontani da quell’efficientamento dei servizi invocato dal centrosinistra.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













