lega nord
«Apprezziamo per una volta la concretezza della Regione Emilia-Romagna di voler coniugare viaggi istituzionali a progetti credibili di internazionalizzazione per le imprese.» Saluta così, il consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, la ritrovata vitalità del governatore, Stefano Bonaccini, su questioni che la Lega sta difendendo da tempo: made in Italy, necessità di fare sentire la voce della Regione su temi come le sanzioni alla Russia e il rilancio delle esportazioni. «Finalmente – sbotta Bargi – si lavora con una prospettiva strategica, rivolta almeno al 2020, approfittando delle opportunità offerte da Expo 2015. Ci auguriamo, in particolare, che i propositi di una maggiore tutela dei nostri marchi e dei nostri brevetti, in un Paese complesso come la Cina, vengano effettivamente mantenuti.» Se il mercato cinese rappresenta, infatti, un potenziale importante anche per i prodotti agroalimentari emiliano-romagnoli, «anche il turismo cinese rappresenta per l’Emilia-Romagna una ghiotta occasione per rilanciare il proprio sistema culturale. Ci permettiamo però di segnalare una contraddizione e una criticità nell’operato della Giunta: la contraddizione – dice Bargi – risiede nel fatto che la Regione si attiva per missioni, anche impegnative, in campo internazionale ma rimane evasiva quando il nostro movimento politico le chiede un maggiore impegno diplomatico per ristabilire migliori rapporti con la Russia. La criticità riguarda proprio le osservazioni riportate dalla Giunta, sui dati del crollo delle nostre esportazioni in Russia (-12,2%), che riguarderebbero presunti fattori economici (crollo domanda delle materie prime, crollo del rublo). Proprio la stessa Banca Intesa, che a Bologna finanziava insieme a Carisbo il primo Master in Europa in “Relazioni internazionali d’impresa Italia-Russia”, ha stimato nel 2014 una perdita per l’interscambio commerciale italiano, con la Russia, di 5,3 miliardi di euro, In questi giochi di politica speculativa – conclude Bargi – il calo della domanda di materie prime è stato compensato proprio dall’intervento economico cinese a favore di Mosca e dalla firma di nuovi strategici accordi energetici pluridecennali tra Mosca e Pechino. Un maggiore onestà intellettuale da parte di chi ci governa, quindi, appare doverosa.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna