terremoto emilia

Un lutto in una zona terremotata è già di per sé un campanello d’allarme. Un segnale che indica chiaramente che qualcosa non va nel processo ricostruttivo, dove il cittadino si sente oppresso dalla pubblica amministrazione e dalla burocrazia, anziché trovare soluzioni ai suoi problemi. Non ha dubbi in questo proposito il consigliere regionale della Ln, Stefano Bargi, autore di numerose interpellanze all’Assemblea legislativa. «Perché è assurdo, in relazione a quanto accaduto nel mirandolese – dice Bargi – arrivare a queste tragiche conclusioni, per situazioni che dovrebbero essere tutelate e rese più semplici dalla pubblica amministrazione. Invece, persone colpite dal sisma o da alluvione, sono trattate con superficialità e lasciate in balìa di questioni molto complicate.» Bargi se la prende con la rigidità delle norme, che rendono «quasi impossibile alle persone colpite da calamità, in particolare dal terremoto del 2012, tornare ad una vita ordinaria.» Fa discutere, in particolare, l’applicazione dell’ordinanza 20 dell’ente commissariale, legata all’applicazione dei Cas (contributi per autonoma sistemazione abitativa), la quale «sta progressivamente riducendo le tutele nei confronti del cittadino – dice Bargi – a fronte di nessuna accelerazione nel processo ricostruttivo. Questo va ad aggiungersi come un ulteriore danno per le persone che avevano ricevuto rassicurazioni da Vasco Errani.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna