Questa mattina è arrivato puntuale ed inequivocabile lo sfratto esecutivo ai danni della signora Paola che divideva insieme ai figli un alloggio lungo via Radici in Piano. Ogni tentativo di evitare l’azione coatta si è rivelato vano, diciamo subito che dopo trattative e chiarimenti si è delineata per l’esecutata, la figlia 21enne e i figli di 15 e 13 anni la possibilità di qualche notte in hotel in attesa che si delinei il programma che i Servizi sociali hanno in serbo. Va chiarito che i settori comunali competenti hanno agito tardi per evitare lo sfratto, le azioni dell’organo municipale si sono dimostrate un tantino lente: sicuramente sarebbe stato più efficace svolgere una completa azione preventiva. A giochi fatti si è cercato attraverso intese di salvare il salvabile; la sistemazione in albergo deve rappresentare una questione tampone. A questo proposito,le parole di un’amica di Paola, Alessandra Privitera che dice:” A Sassuolo è una vera e propria emergenza abitativa -polemicamente aggiunge- bisogna trovare una soluzione a questo quesito; qui si parla di Moschea e intanto il disagio abitativo avanza”. Al momento dell’atto esecutivo erano presenti i minori, ci facciamo carico delle loro paure e delle loro ansie; va precisato che i poliziotti hanno agito con grande umanità: anzi, è stato Michele Morra il dirigente a capo del locale Commissariato a trovare un accordo con gli ambienti comunali per riuscire ad ottenere una decorosa sistemazione ai quattro sfrattati. Critico sulla questione Mario Cardone(Partito Socialista Italiano Sassuolo) che riferisce:”La gestione di questi gesti coercitivi a livello municipale evidenzia le tante lacune interne al PD cittadino, intervento fuori tempo massimo; bisognava agire prima, poi parlano di diritti ….
Stamattina eseguito uno sfratto esecutivo…













