sassuolo (2)

Il difficile momento in casa Sassuolo va visto ad ampio raggio: non può ridursi la complicata situazione dei neroverdi chiamando in causa errori arbitrali e la sfortuna per i tanti indisponibili. Sicuramente le due motivazioni succitate ci sono, ma fanno parte del gioco; inevitabilmente c’è dell’altro. Il punto focale attorno a cui ruota la stagione è la partecipazione all’Europa League: ecco allora il serio pericolo che un fatto storico rappresentato dalla vetrina europea traguardo tanto prestigioso quanto meritato per la piccola realtà calcistica sassolese, rischi di travolgere il giocattolo di Di Francesco. Problemi di preparazione e lo stress mentale e fisico di dover affrontare gli impegni continentali stanno minando quanto costruito in questi anni dall’ambiente neroverde: se a questo leghiamo le tante assenze, sviste arbitrali, la vicenda PEC emerge un quadretto poco confortante. Bisogna guardare oltre e qui vengono fuori errori di diversa natura che non devono essere tralasciati: perché non si è pensato ad intervenire in maniera adeguata sul mercato per affrontare preparati e competitivi le diverse sfide? Essere il Sassuolo, con la sua consistenza non significa essere piccoli e dimensionati; non si può cercare di vivacchiare sperando negli accorgimenti tattici di mister Di Francesco, la società deve supportare il lavoro di tutta la struttura attraverso una maggiore presenza: dalle mansioni di segreteria tecnica passando per le trattative di calciomercato senza dimenticare di chiedere rispetto per i colori neroverdi bersagliati da errori di valutazione (il gol siglato ieri da Gomez era in netto fuorigioco). Venendo alle carenze di organico, una campagna acquisti non all’altezza: tanti nomi, poi arrivi di giovani di belle speranze e di un giocatore che non convince ,Matri, anche ieri tra i peggiori dell’intero panorama della serie A italiana (vedere a proposito le pagelle dei principali giornali di sport). L’immagine emblematica del brutto momento della punta ex Juventus è rappresentata da una palla vagante sulla quale il n° 10 neroverde non si è avventato, anzi come un pulcino impaurito si è protetto evitando di inseguire la sfera. Si dirà, “bisogna aspettare”, ma il rischio è di non vivere con la giusta intensità il momento: chi guarda troppo in prospettiva rischia di perdere contatto con la realtà. Non si può ridurre tutto a questa o quella causa, la situazione va valutata nel suo complesso, in questo senso il recupero progressivo dopo la sosta di due pedine fondamentali del centrocampo neroverde quali Magnanelli e Missiroli aiuterà il Sassuolo. La speranza è di una pronta ripresa della formazione di Di Francesco: tutto questo in ottica campionato ma anche in Europa League, auguriamo a questo Sassuolo di sorprenderci ancora costringendo la proprietà a tornare sul mercato di riparazione per rilanciare il guanto di sfida con l’atteggiamento aggressivo e propositivo della banda Di Francesco