Nuovo sfogo del dirigente democratico Enrico Maria Sighinolfi che attraverso face book lancia le sue critiche verso il partitone, reo secondo l’accusatore di averlo usato e mai difeso a dovere. Un’accusa forte e precisa sia contro la segreteria locale ma ancor prima nei confronti dei vertici provinciali; continua dunque la sfida a distanza con il PD dopo le dimissioni dalla segreteria municipale dello stesso datate 9 giugno. Sighinolfi ha in sé lo spirito arrembante e guerriero del nuovo PD e proprio in un’ottica di rinnovamento aveva chiesto gente nuova e schemi gestionali innovativi all’interno dell’organigramma sassolese. Tutto ciò si può bene vedere nella richiesta avanzata dallo stesso di non eleggere nel civico consesso rappresentanti dell’Amministrazione Pattuzzi; i suoi propositi furono superati con la riconferma tra i banchi del civico consesso sia di Susanna Bonettini che di Giuseppe Megale.Alcuni mesi fa a Sighinolfi fu negata la candidatura alla segreteria cittadina PD, uno dei tanti episodi che continuano a provocare tanta delusione nel dirigente. Sighinolfi come sottolineò nella lettera che accompagnò le sue dimissioni, si è accorto di essere ostacolato e combattuto nel processo di cambiamento strutturale dello schieramento politico; al di là delle ambizioni personali una cosa pare certa, ci sono equilibri del passato che rappresentano un’eredità pesante da accettare ma prima ancora da superare. 
Sighinolfi: “A livello locale sono stato combattuto come nessun altro e ostacolato in ogni cosa”













