Negli ultimi mesi stiamo assistendo a un crescendo di episodi di violenza che colpiscono i nostri territori, dai pronto soccorso delle città alle strade dei quartieri, fino ai piccoli centri della Bassa. Le aggressioni negli ospedali, sempre più frequenti, rappresentano un segnale gravissimo di un sistema che sta perdendo capacità di controllo e di tutela non solo dei cittadini, ma anche di medici, infermieri e operatori sanitari che ogni giorno garantiscono un servizio fondamentale. A questo si aggiungono i fenomeni di microcriminalità diffusa, le baby gang, i furti seriali e gli atti vandalici che continuano a mettere a rischio la serenità e la vita quotidiana delle nostre comunità.
Patto per il Nord lo sostiene da tempo: non è più possibile far finta che queste situazioni siano casi isolati o semplici emergenze. Siamo di fronte a un problema strutturale, figlio di anni di centralismo che ha sottratto poteri, risorse e strumenti ai territori, lasciando Comuni e Polizie Locali senza mezzi adeguati per garantire sicurezza reale. Mentre Roma discute, i nostri territori pagano sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori.
Come Patto per il Nord proponiamo un modello completamente diverso: più autonomia, più poteri locali, più responsabilità diretta dei territori nella gestione della sicurezza. Occorrono investimenti concreti per rafforzare la Polizia Locale, dotazioni adeguate, assunzioni mirate, tecnologie moderne e protocolli più rigidi nei pronto soccorso e nelle strutture ospedaliere. Servono regole chiare per chi delinque e percorsi educativi seri per contrastare il fenomeno delle baby gang, che non può essere liquidato come semplice “ragazzata”. La sicurezza non è un tema da campagna elettorale: è la base per far vivere bene una comunità, per far crescere aziende, famiglie e territori.
“Stiamo lavorando da mesi sul territorio e ciò che vediamo è che la gente è stanca, preoccupata e si sente abbandonata. Le aggressioni negli ospedali, le baby gang, i furti continui: tutto questo non può più essere ignorato. Patto per il Nord nasce proprio per dare voce a queste comunità, per riportare poteri e risorse ai territori e costruire un modello in cui la sicurezza torni a essere un diritto dei cittadini e non un privilegio. Non servono promesse, servono fatti, e noi siamo pronti a metterli in campo”, dichiara Ghelfi Riad, segretario provinciale di Patto per il Nord Modena.
Sulla stessa linea anche Ori Daniele, responsabile organizzativo di Patto per il Nord Emilia, che sottolinea: “La situazione che viviamo oggi nei nostri territori non è frutto del caso, ma della totale incapacità dello Stato centrale di garantire sicurezza reale. Se le amministrazioni locali avessero maggiori poteri, risorse e autonomia, fenomeni come le aggressioni negli ospedali o la crescita delle baby gang potrebbero essere affrontati con decisione e rapidità. Patto per il Nord vuole restituire ai territori ciò che è stato tolto, perché solo così si può tornare a garantire ordine, legalità e rispetto.”
Il nostro impegno è chiaro: riportare il controllo vicino ai cittadini, sostenere gli amministratori locali, costruire un modello di sicurezza moderno, efficiente e realmente legato ai bisogni delle nostre città e dei nostri paesi. Per far tornare la fiducia, la tranquillità e il rispetto delle regole nei nostri territori. Patto per il Nord continuerà a denunciare ciò che non funziona e proporre soluzioni concrete, perché il Nord ha bisogno di essere ascoltato, e non più trattato come una periferia del Paese.