“Sicuramente i miei Assistiti non hanno torturato nessuno e quindi non ritengo giusto dipingerli come fatto da qualche giornale o da qualche Media. I miei clienti sono due Agenti di Polizia Municipale che hanno effettuato un intervento di contenimento ordinario secondo il Protocollo in essere presso il Comando di appartenenza. Le nostre ragioni potranno riportare i fatti nella loro dimensione e, quindi, ad una giusta realtà di quanto è successo. In questo momento, alla luce degli atti, stiamo valutando l’ipotesi di fare ricorso contro la decisione del Giudice“. Con queste parole l’avvocato Barbara Tassi, difensore legale di due dei quattro addetti di Polizia locale sospesi, puntualizza alcuni punti cardine da cui partire per impostare un’eventuale strategia processuale.  Al momento, la difesa dei quattro agenti è affidata a tre professionisti; serviranno giorni per analizzare documenti e valutare un’azione difensiva per ribaltare quanto deciso dal Giudice, ovvero la sospensione dal servizio per i quattro indagati. Ricordiamo il provvedimento del giudice per fatti risalenti all’ottobre 2021: sospensione dal servizio per comportamenti idonei a configurare il reato di tortura attraverso un trattamento inumano e degradante, i quattro agenti sono indagati per i reati di tortura aggravata dall’abuso di potere e falsità ideologica per aver redatto in maniera non rispondente al vero il verbale di servizio