
Il settore agricolo è uno di quelli che in questi giorni di emergenza sanitaria non si è mai fermato. Anzi, proprio all’agricoltura (che nel 2019 conta quasi 32 miliardi di euro di valore aggiunto, prima in Ue) si sta chiedendo uno sforzo particolare per sostenere un Paese in stato di blocco generale, nel tentativo di fermare il contagio da Covid-19. E’ vitale supportare e tutelare gli agricoltori e allevatori che in questo momento sono coloro che portano avanti la nostra economia. Dal nostro punto di vista le misure economiche inserite nel Decreto Cura Italia destinate all’agricoltura sono insufficienti, servirebbe un maggior supporto economico a un settore che spesso è dimenticato e che in questo particolare momento di crisi risulta vitale per il paese. Questo è un anno che per il settore agricolo è già difficoltoso, un inverno mite e poco piovoso unito alle gelate di fine marzo rischia di compromettere ulteriormente il settore. Come Lega chiediamo che il Governo intervenga al più presto per tutelare e aiutare gli agricoltori Italiani. Per quanto riguarda il problema dei braccianti agricoli la soluzione non è fare sanatorie verso i braccianti irregolari come proposto dal Ministro Bellanova, ma utilizzare quelle centinaia di migliaia di Italiani che hanno accesso al Reddito di Cittadinanza e che possono benissimo andare a lavorare in campagna.
Matteo Bergamini Consigliere Comunale (Lega) Formigine
Chiaramente si spera che il governo aiuti un settore tanto importante quanto vessato da politiche comunitarie che hanno creato nel corso degli anni la chiusura di diverse attività (anche industriali correlate alle produzioni agricole) e il cambio radicale di alcune colture molto in uso nel nostro paese.
Il settore agricolo e zootecnico inoltre può far si che la nostra nazione vanti il maggior numero di prodotti DOC e IGP in Europa ( con Emilia Romagna al primo posto).
In tutto ciò ci vorrebbe una maggior tutela dei nostri prodotti per evitare che i tanti sacrifici di chi lavora nel settore agricolo/zootecnico sia vano e che le nostre primizie siano riconosciute come garanzia qualitativamente eccelsa e di assoluta tracciabilità. Dal nostro punto di vista un modo per aiutare il settore agricolo sarebbe quello di promuovere i prodotti a chilometro zero, prodotti controllati e coltivati con cura da chi, come me, lavora tutti i giorni in questo settore. In fine per far fronte alla carenza di manovalanza agricola oltre che a incentivare a lavorare coloro che ricevono il reddito di cittadinanza si potrebbe incentivare tutta quella componente di lavoratori stagionali che di norma operano nel settore turistico e che quest’anno, a causa del Covid-19, sarà largamente ridimensionato, sia per fatturato che per posti di lavoro.
Niccolò Lugli Agricoltore e Militante Lega Giovani (Modena)













