In una rientranza di via Braida, sorge un’area giochi: nulla a che vedere con uno spazio verde vivibile e frequentato, i motivi di tutto ciò sono molteplici. Prima di tutto la lingua di terra in questione ha un’estensione limitata, al confine tra Sassuolo e Fiorano, zona in cui l’incuria di erba e vegetazione regna sovrana. Il sentiero che conduce alla superficie riservata al divertimento dei più piccoli è un percorso d’asfalto bollente che non invita certo al relax: poche piante e l’atmosfera di abbandono, spingono residenti e cittadini ad evitare calura e desolazione. Certamente discutibile, secondo chi abita in questo angolo municipale, l’idea di tagliare le diverse piante presenti, tra cui alcune caratteristiche esemplari di noci, per lasciare campo a cemento e ad un’imbarazzante trascuratezza. Durante le ore diurne poche presenze, mentre la sera intorno a quello che si vorrebbe definire parchetto sono diverse le presenze poco raccomandabili. Non ci sono per il momento problemi legati alla sicurezza, la situazione è sotto controllo nel perimetro del PARCO, ma basta spostarsi di pochi metri ed imboccare il sottopasso lì presente. Qui la situazione cambia rapidamente, lontani ed al riparo da occhi indiscreti prendono vita reati di micro.- criminalità. Sul piano della pulizia degli ambienti, qualche cartaccia e qualche rifiuto: segnali di ritrovi, ma non c’è possibilità di bivacchi; il passaggio sotterraneo già citato è un rifugio per sentirsi protetti e nascondere sostanze psicotrope















