Accertare le responsabilità dei ritardi per l’apertura al pubblico della seggiovia di Pievepelago, nel modenese, e chiarire se la recente ammissione del sindaco circa l’esistenza di abusi edilizi della struttura del rifugio sia in contrasto con gli argomenti sollevati finora dal Comune per la richiesta di proroga per l’attivazione dell’impianto, richiesta più volte accolte dalla Regione nonostante abbia già erogato un contributo di 2 milioni di euro. Lo chiede, con una interrogazione alla Giunta Bonaccini, il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi
che prende lo spunto dalle “sconcertati rivelazioni fatte dal sindaco Corrado Ferroni nel corso di una recente riunione indetta per fare il punto sui lavori per la seggiovia e sugli ennesimi imprevisti che ben difficilmente ne consentiranno l’apertura quest’inverno, con notevole danni per la stagione sciiistica”. Bargi ricorda che l’impianto “deve essere ancora collaudato e per individuare un gestore di lungo periodo bisognerà potergli dare anche l’utilizzo di un rifugio con bagni regolari. Ma, secondo quanto rivelato dal sindaco, proprio i bagni del rifugio di Poggio Scorzatello, sarebbero l’oggetto dell’ampliamento fatto senza la necessaria autorizzazione”. Vista l’irregolarità, i tempi di attivazione della seggiovia saranno quindi necessariamente ancora più lunghi rispetto all’ultima scadenza indicata di luglio 2022. Bargi chiede infine alla Giunta regionale “se i costi per la realizzazione della nuova linea seggioviaria cresceranno, alla luce di quanto rivelato dal sindaco di Pievepelago, e se la Regione intenda contribuirvi” oltre al finanziamento da 2 milioni già concesso.













