Dopo il primo, partecipatissimo evento a Reggio Emilia lo scorso 25
febbraio, il movimento paneuropeo Volt organizza a Modena il secondo
incontro a tema carcere con focus sulle dipendenze e la salute umana in
carcere.

SABATO 13 aprile al Bar Novi Park di Modena dalle 15:30 terremo l’evento “Dei diritti e delle pene: salute in carcere, dipendenze e sostanze, organizzato e moderato dall’attivista di Volt Silvia Panini.
 

Ospiti Ferretti (Sert Modena), Manzoli (autrice “Morti in una città silente”),
Panini (Volt), Quagliotto (camera penale Bologna) e Valcauda
(Megliolegale).
Le carceri sul nostro territorio
Secondo il report annuale stilato dall’associazione Antigone Onlus per i diritti
e le garanzie nel sistema penale, a dicembre 2022 erano 3.407 le persone in
condizione di detenzione in Emilia-Romagna, di cui 387 a Modena, con un
tasso di sovraffollamento rispetto ai posti previsti del 105%. I suicidi in carcere
nel 2022 sono stati 85 in tutta Italia, 7 in Emilia-Romagna, un numero 23 volte
superiore alla media al di fuori degli istituti penitenziari. Il livello di
autolesionismo è stato del 40% a livello regionale, con picchi del 79% nel
carcere di Ferrara e del 59% nel carcere di Reggio Emilia.
In questo contesto la salute, fisica e mentale, e i servizi correlati sono
fondamentali nel garantire un ambiente che promuova il reinserimento in
società e la funzione rieducativa del carcere, così come previsto dalla nostra
Costituzione. A questo proposito, Antigone sottolinea come l’11% delle
diagnosi psichiatriche a livello regionale sia grave. Nonostante la policy
regionale, queste patologie psichiatriche o forme di sofferenza psichica sono
ancora troppo spesso trattate con l’abuso di sostanze stupefacenti: al 26% dei
detenuti nelle nostre carceri regionali vengono prescritti e somministrati
stabilizzanti dell’umore, antidepressivi, antipsicotici (26%) o sedativi o ipnotici
(34%).
Oltre a ciò, il personale medico, infermieristico, psicologico e psichiatrico, già
esiguo in numeri, lamenta la mancanza di strumenti e risorse adeguate per
supportare psicologicamente le persone detenute. In effetti, sempre come
riporta Antigone, spesso l’unico modo per gestire determinati stati di
sofferenza psichica finisce per essere la patologizzazione di comportamenti
devianti e la conseguente somministrazione di psicofarmaci. Non solo,
mancano gli spazi preposti e mancano le attività, anche offerte da enti esterni
all’istituto: questo è particolarmente problematico se si pensa che molti stati
di insofferenza psichica vengono innescati dalle restrizioni materiali, sociali e
relazionali determinate proprio dal contesto carcerario.
Come ricorda infine Antigone, la mancanza di servizi sanitari è certamente un
problema costante anche nella società esterna alle carceri: eppure, “per
persone che sono completamente soggette alla potestà – e alla responsabilità
statale, si devono fare sforzi particolari al fine di garantire standard di tutela
degni”.
L’evento
Affronteremo il tema della salute in carcere partendo da un’analisi della
popolazione carceraria ad oggi con Federica Valcauda, policy advisor per
Europa Radicale e attivista dell’associazione Megliolegale. Ci sposteremo poi
sulla situazione modenese, inquadrando prima la popolazione detenuta locale
con Sara Manzoli, autrice del libro “Morti in una città silente”, e poi
concentrandoci sul caso delle rivolta di Modena di marzo 2020 e
sull’attenzione mediatica dedicata al metadone, la sostanza consumata da
alcuni dei detenuti scappati e in seguito deceduti negli avvenimenti di quei
giorni insieme a Laura Quagliotto, avvocata della camera penale di Bologna
“Franco Bricola”. Inquadreremo infine la salute e i servizi dedicati con un
esperto del Sert modenese, Claudio Ferretti, e risponderemo alle domande
del pubblico.
L’obiettivo è quello di raccogliere dubbi e miti e sfatarli, con l’aiuto degli
esperti e dei dati offerti dalle associazioni di osservazione delle condizioni in
carcere.
Silvia Panini, attivista e portavoce locale per Volt Italia:
Il tema dell’abuso di psicofarmaci nelle strutture di restrizione della libertà – le
carceri ma anche i centri di permanenza per il rimpatrio – è una cartina tornasole
delle modalità di gestione di tutto quello che viene considerato “disagio” e quindi
allontanato dalla comunità. Allontanato in senso geografico e fisico,
restringendolo dietro muri e sbarre, ma anche allontanato attraverso la
patologizzazione e psichiatrizzazione. Senza poi un effettivo percorso di
reinserimento, queste modalità rischiano di rappresentare un marchio indelebile
per la persona detenuta e un peso insostenibile da portare nella futura vita fuori
dal carcere.
Maggiori risorse devono essere allocate alla salute dietro le sbarre, al contempo
servono formazione e sensibilizzazione del personale per trattare in maniera non
patologizzante i disturbi che possano essere affrontati in altra maniera e
mantenendo gli psicofarmaci come ultima risposta possibile, invertendo il trend
rispetto ad ora. Infine, guardando fuori dal carcere, si dovrebbe investire nella
prevenzione dell’abuso già fuori dal carcere – sia consumo di sostanze, sia di
psicofarmaci. Nonostante sia un discorso molto ampio, non possiamo considerare
il carcere come un silos separato dal resto del mondo perché la sua funzione è
rieducativa e, quindi, tesa verso l’esterno e il “dopo”.

Cos’è Volt Europa
Volt è un movimento paneuropeo fondato sui valori della libertà,
dell’uguaglianza, dell’equità intergenerazionale, di genere e territoriale, della
solidarietà tra e nei popoli e dell’uso sostenibile delle risorse naturali.
Volt crede fermamente nella democrazia social-liberale come strumento
che ha consentito di fare dell’Italia e dell’Europa luoghi di pace e prosperità e
propone un’Europa federale per superare le divisioni, le discriminazioni, i
retaggi ideologici, i populismi e i regimi del Novecento. Volt si impegna per
una crescita sostenibile applicando il concetto di sostenibilità ambientale,
sociale ed economica raggiungibili senza lasciare indietro nessuno e lottando
contro le diseguaglianze.
Volt a Modena è attiva sui social Facebook e Instagram come
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