La morte del 22enne Mattia Morandi, vittima di un tragico incidente stradale, ha gettato nello sconforto quanti conoscevano il giovane scomparso descritto da tutti come persona disponibile e generosa: il ragazzo era attivo nel mondo parrocchiale di Magreta. Dolore per un’intera comunità che si interroga su cosa sia realmente accaduto verso le ore 2 nella notte tra sabato e domenica lungo via Marzaglia all’altezza dell’abitato di Colombarone: una strada che Mattia conosceva bene perché percorsa decine di volte per raggiungere l’università di Reggio Emilia che frequentava. All’altezza di una curva, l’auto condotta dal 22enne è uscita di strada andando violentemente ad impattare contro la parete di un vecchio edificio colonico: urto violentissimo e letale per il conducente della vettura. Il corpo del deceduto si trova nel reparto di medicina legale presso il Policlinico di Modena per l’esame autoptico che dovrà fare luce su quanto avvenuto; un’immensa tragedia che ha gettato nel dolore la famiglia del ragazzo, composta dai genitori del deceduto e dal fratello 18enne, conosciuta nella frazione del comune di Formigine. Una tremenda fatalità per il ragazzo che tornava verso la sua nuova abitazione di Rubiera dopo una serata trascorsa in parrocchia a Magreta con gli amici di sempre e di una vita troppo breve 













