Riduttivo dire che la situazione in casa Sassuolo si stia complicando strada facendo, così come parlare degli errori della dirigenza sassolese a proposito di mercato, al momento pare tardivo. Quello che non è stato e che doveva essere bisogna metterlo da parte, è arrivato il momento di utilizzare nel migliore dei modi le risorse a disposizione. Bisogna stare sul pezzo, senza farsi prendere da commenti avventati: mettendo da parte le carenze a livello di organico, veniamo alla prova di ieri. La mossa di Iachini di posizionare Ragusa sull’uomo di spinta della Spal, ovvero Lazzari, ha riordinato l’assetto tattico di Acerbi e compagni favorendo un baricentro più alto e rendendo la manovra neroverde meno titubante e maggiormente propositiva. Venendo agli uomini a disposizione, valutando la prova dei titolari e soprattutto alla luce dell’evoluzione della gara alcune scelte tattiche ci lasciano perplessi: non sono semplici impressioni… Sassuolo complessivamente discreto in merito a spirito ed atteggiamento, ma inevitabilmente come troppo spesso accade molle ed inconsistente in mezzo al campo. Dei tre centrocampisti di ruolo, negativa la prova di Duncan mentre Missiroli meglio di un Magnanelli apparso in difficoltà dal punto di vista fisico; una mezz’ora scarsa è bastata a Mazzitelli per avvicinare la sufficienza in pagella di un Missiroli comunque in crescita. Partita che si poteva anche vincere, col minimo sforzo, il Sassuolo ha trovato, subito dopo lo svantaggio il gol del pareggio, poi non è riuscito a chiudere in vantaggio il primo tempo fallendo il rigore con un Politano apparso in ombra: il penalty è in linea con una giornata storta o per meglio dire con un periodo di poca concretezza, anche se Matteo rimane attualmente l’uomo migliore dei neroverdi . Adjapong è stato in campo pochi minuti dimostrando forza e personalità, perchè non sfruttare prima le potenzialità del ragazzo?Sono usciti Missiroli e Ragusa, ci si aspetterebbe vivacità maggiore grazie ai cambi: bene Mazzitelli, mentre Matri a far coppia con Babacar hanno dato vita ad un tandem offensivo simile al reparto avanzato di vecchie glorie. Si continua a parlare di esperienza, ma bisogna avere coraggio: a fare la differenza in partite come quella di ieri, all’insegna dell’equilibrio tecnico, non sono il passato più o meno illustre o il carisma bensì la freschezza, il talento e la corsa. Piuttosto che vivere di stenti meglio provare ad incidere sfruttando la panchina: Sensi e Adjapong devono essere gettati nella mischia, chi non osa difficilmente vince; bisogna rischiare, abbandonando false convinzioni, l’esperienza non deve rappresentare un freno all’entusiasmo. Meglio giocarsela, la voglia di arrivare può determinare di più che il vivere alla giornata tipico di chi ormai è vicino alla pensione: il pericolo retrocessione è adesso, Iachini deve operare delle scelte sintomo di un indirizzo chiaro e deciso che allontani un passato glorioso per dare vita al futuro… La vecchia guardia rischia di rendere prigioniera questa squadra, Sassuolo ostaggio di quel che è stato…