La sconfitta interna di domenica potrebbe risultare importante in ottica futura; d’accordo perdere non fa mai piacere, ma la buona classifica dei neroverdi a questo punto della stagione merita qualche precisazione. I miglioramenti del gruppo sono indiscutibili: dopo 21 giornate nella prima stagione di A il Sassuolo era a quota 17, mentre lo scorso torneo vedeva i ragazzi di Di Francesco a quota 26; attualmente il club di Piazza Risorgimento è settimo con 32 punti. Una crescite decisa, ma costante e progressiva, senza spese folli ed investimenti avventati; in questo senso si fa strada la politica societaria improntata ad una crescita graduale e continua. Nessuna rivoluzione, quanto ottenuto è il risultato di un’eccellente programmazione gestionale poi tradotta da un punto di vista tecnico e tattico dal lavoro del condottiero Di Francesco, che con la massima lealtà ha parlato di risultati di spessore del Sassuolo nonostante una campagna acquisti in linea con quella che è la struttura societaria e non certo faraonica. Situazione all’insegna di un certo equilibrio, tutto questo sta a significare di come nello scacchiere magistralmente allestito da Difra risulti complicato sostituire alcune pedine: non è una questione di solisti ma ci sono atleti difficili da rimpiazzare perché funzionali al progetto Sassuolo. A proposito delle assenze in contemporanea di Magnanelli e Missiroli si può ben dire alla luce di quanto visto domenica al Mapei nella sconfitta interna contro il Bologna di come al momento sopperire a queste mancanze risulti impossibile: problema di coperta corta, ovvero non ci sono possibilità di sostituire adeguatamente i due atleti succitati; per l’economia della squadra senza queste tessere comporre il puzzle disegnato dal tecnico pescarese appare quasi impossibile. In questo modo, Sassuolo sconfitto a centrocampo: senza la classica fisionomia del Sassuolo legata ad un’impostazione cadenzata e fluida è venuto fuori un undici neroverde dalla manovra lenta e prevedibile. Cercare di dare consistenza e solidità alla rosa a disposizione di mister Eusebio non è cosa facile da attuare, bisogna ricordare la dimensione del Sassuolo e bilanciare certe operazioni: Sassuolo deve fare i conti con la sua storia calcistica e la grande forza economica del momento non può per svariati motivi riuscire a colmare certe lacune. Detto questo, il Sassuolo deve mantenere un certo livello ci qualità complessivamente intesa: ecco perché resistere alle richieste di mercato per Acerbi ed Antei, per il primo un pressing neanche troppo spinto della Roma mentre per il secondo è forte il desiderio dell’Empoli, ha grande importanza . Mentre in mezzo al campo Magnanelli rientrerà sicuramente a Bergamo e il ritorno di Missiroli pare imminente; in difesa il momento di difficoltà di Cannavaro unito alla convalescenza di Terranova, comunque vicino al rientro in gruppo, inducono ad agire con cautela in uscita. La scorsa stagione soffrimmo diverse assenze nel pacchetto arretrato e riuscimmo a far fronte all’emergenza grazie soprattutto all’esplosione del baby Fontanesi, nel frattempo ceduto a Cesena; pertanto memori del passato meglio usare prudenza…













