La partita di mercoledì contro il Napoli, ore 18 al Mapei, assume una grande rilevanza per il Sassuolo: questione di classifica, ma non solo. Mettendo da parte gli aspetti tecnici, la sfida assume dei significati che vanno oltre l’aspetto squisitamente calcistico: certamente, la situazione in casa Sassuolo si è complicata progressivamente, ma da qui ad essere bersaglio di beffarde provocazioni ce ne passa. Una testata partenopea scrive, parlando del Sassuolo,” Il club è coerente, e quindi è alla ricerca del nome adatto a proseguire il suo percorso nel masochismo. Ha cercato immediatamente Gennaro Gattuso, fresco di esonero dal Marsiglia. E ora secondo Gianluca Di Marzio la società è in trattativa con Fabio Grosso”. Vorrei precisare come sia legittimo operare alla ricerca dei profili ritenuti più interessanti e poi sulla scelta degli allenatori, non penso gli amici partenopei possano impartire grandi lezioni: sono le vittime di un karma senza fine, lontanissimi dalla vetta della classifica; con lo scudetto sul petto stanno disputando una stagione che definire incolore resta un eufemismo. Non contenti di essere scaduti in osservazioni sterili, si continua a punzecchiare:” La volta buona che il Sassuolo va in Serie B? La speranza c’è. Il Sassuolo quest’anno potrebbe andare in Serie B, i neroverdi potrebbero compiere l’impresa di retrocedere. Del resto secondo la visione di De Laurentiis, il Sassuolo in Serie A è un non-sense: una piazza piccola, con incassi irrisori, e alcuna capacità attrattiva. Sarebbero fuori dalla Serie Elite. Stanno bene nella Serie B che poi diventerebbe – nei piani aureliani – la Serie A del domani. Un luogo anonimo dove far galleggiare a bagnomaria squadre senza fascino”. Meglio non replicare ad annotazioni infelici, dietro al rotolare di un pallone corrono i sogni all’insegna dell’inclusione e della partecipazione; come in un film ritrovo le immagini di un calcio, espressione di creatività, talento, fantasia e anche riscatto sociale. Diego Armando Maradona è stato l’emblema di uno sport in grado di unire, lontano da uno stars system che sta avvelenando questo mondo;  non siamo in un palinsesto cinematografico. Il calcio rimane uno sport affascinante, consiglio ai colleghi napoletani di amare all’infinito la serpentina del Pibe de Oro a Messico 86 e di evitare grotteschi scivoloni in stile cinepanettone