La sconfitta di ieri contro il Bologna attesta il momento di difficoltà che sta attraversando il Sassuolo: un inizio di 2016 in cui gli uomini di Di Francesco hanno ottenuto risultati non in linea con quelle che erano le attese. Se la sconfitta di Napoli era quantomeno preventivabile, i pareggi contro Frosinone e Torino al Mapei stanno lì a dimostrare quanto il gruppo fatichi in questa fase del torneo. Il successo storico di San Siro del 10 gennaio contro l’Inter alla luce dei fatti pare più simile ad un toccasana che ad un’impresa; non per sminuire i meriti del Sassuolo, ma il gol dal dischetto di Berardi ha il merito di aver allontanato un periodo di crisi. Sassuolo convincente in trasferta, buona anche la prestazione nonostante la sconfitta contro la capolista Napoli, ma deludente nelle partite casalinghe: i perché di questa inversione di tendenza nelle gare interne possono essere diversi. C’è soprattutto un problema di appannamento fisico del tutto fisiologico nella gestione Di Francesco: ricordiamo, però, l’ottimo torneo fin qui disputato dal Sassuolo. La questione succitata si è palesata ieri contro gli uomini di Donadoni: una squadra propositiva come il Sassuolo senza ritmo soffre terribilmente l’avversario e lasciare l’iniziativa agli altri per gli undici di mister Di Francesco rappresenta una sorte di morte sportiva annunciata. L’immagine di una squadra senza idee è emersa contro il Bologna, Sassuolo dalla manovra lenta e poco fluida; il Bologna ha vinto il confronto nella zona mediana del campo dove nel corso della prima frazione ha spadroneggiato. Le assenze tra i neroverdi di Vrsaljko, Magnanelli e Missiroli vanno considerate come il fatto di aver subito il gol felsineo nel momento migliore ma non possono spiegare il brutto Sassuolo visto contro i rossoblu. Problemi di ricambi, certo sostituire tre pedine di quello spessore rimane complicato, decisamente meglio il Sassuolo del secondo tempo con Biondini al posto di Laribi ma il grosso quesito sembra interessare la fase involutiva di alcuni atleti in organico. Non è bello parlare dei singoli, ma alcune prove individuali rischiano di compromettere l’esito della prestazione del gruppo: continua il momento no di Berardi, giocatore incapace di ritrovare la strada dell’estro e dell’imprevedibilità. Non solo, ci sono da registrare da qualche partita le difficoltà di Cannavaro sia in fase di copertura che in quella d’impostazione: sarà importante il gruppo ma il rendimento dei singoli in alcune circostanze resta fondamentale. In questo senso gli errori di Peluso contro Torino e Bologna, senza nulla togliere alle qualità del terzino sinistro, hanno un costo elevato…













