Tre anni fa il Sassuolo conquistava la serie A al termine di una cavalcata trionfale nel torneo cadetto vinto con 85 lunghezze; nel gesto tecnico di Missiroli che sancì la vittoria sul Livorno, 1-0 finale sui labronici, è concentrato lo spirito di quel momento tra incredulità ed entusiasmo. Fu un trionfo storico, che non bisogna dimenticare: d’accordo la società neroverde è pronta alla missione europea ma guardare a quell’impresa dà l’idea di quanti si sia costruito in questi anni. Una promozione sofferta ma assolutamente meritata che ha dato il là a tre stagioni consecutive nel massimo torneo: tutto all’insegna della forza di un gruppo capace di crescere in maniera netta e progressiva. Dalla salvezza tribolata e raggiunta con 34 punti finali, passando per i 49 punti della scorsa stagione fino ad arrivare ai 61 conquistati durante il torneo appena conclusosi. In questo Sassuolo propositivo ed equilibrato una cosa va sottolineata: la grande tenuta difensiva con 40 gol subiti, lo scorso anno furono 57 mentre nel primo torneo di A furono 72; a proposito di questo nell’anno della conquista della promozione furono incassate 40 reti. Un ritorno all’antico o se vogliamo una squadra capace di applicare con maggiore funzionalità l’idea calcistica del mister abruzzese in serie A, proprio come faceva in serie B: umiltà ma anche consapevolezza del proprio spessore. La formazione neroverde convince perché in questo sentiero alla conquista della maturità non ha smarrito la propria natura volta a concepire il gioco come espressione di una coralità in continuo divenire: una ricerca permanente fatta di lavoro e di creatività. Il bello del calcio sta nel divertire divertendosi come spesso ricorda il caro Eusebio: cosa difficile per molti, ma per fortuna la parabola ascendente Sassuolo potrà contare sul suo condottiero. Tutto l’ambiente Sassuolo sta diventando grande, ma siamo convinti che la società neroverde non smarrirà la bussola; crescerà ancora senza dimenticare entusiasmo e voglia di mettersi in discussione. Prima del palcoscenico europeo, senza affondare i ricordi nelle sfide col Pizzighettone, c’è stato quel 18 maggio autentico spartiacque tra un calcio di provincia e il pallone dei grandi: ora sei tra le sette sorelle del calcio italiano. Progressione irresistibile come la scorribanda del Missile, non finisce qui… sassuolo-8010991364