FIORENTINA-SASSUOLO 5-1

FIORENTINA (4-2-3-1): Christensen; Kayode, Martínez Quarta (70′ Comuzzo), Ranieri, Parisi; Arthur (80′ López), Duncan; Ikoné (46′ González), Barák, Sottil (83′ Castrovilli); Kouame (70′ Belotti). A disp.: Terracciano, Milenkovic, Beltrán, Infantino, Faraoni, Dodô, Biraghi, Bonaventura. All.: Italiano.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Tressoldi (64′ Missori), Kumbulla, Ferrari, Viti (46′ Mulattieri); Boloca (72′ Ceide), Obiang (64′ Henrique); Thorstvedt, Volpato (46′ Bajrami), Doig; Pinamonti. A disp.: Cragno, Pedersen, Erlic, Toljan. All. Ballardini.

Arbitro: Marcenaro di Genova
Assistenti: Garzelli – Moro
IV: Prontera
VAR: Serra
AVAR: Pairetto

Marcatori: 17′ Sottil (F), 54′ Martínez Quarta (F), 56′ Thorstvedt (S), 58′, 66′ González (F), 63′ Barák (F)
Note – ammoniti 13′ Tressoldi (S), 32′ Martínez Quarta (F), 79′ Comuzzo (F).

Un’autentica vergogna. Sassuolo travolto, incapace di giocare una partita decorosa; non esistono scuse o giustificazioni: nella serata del Franchi, Sassuolo non pervenuto. Neroverdi senza mordente, sterili, un collettivo rinunciatario, arrendevole;  un gruppo di giovanotti allo sbando, immagine di un lassismo preoccupante. Gara importantissima e il Sassuolo chiamato ad una prova di carattere, semplicemente scende in campo senza dignità; perdere a Firenze ci può stare, ma una sconfitta in questi termini deve  far riflettere. Alla base di questa debacle ci possono essere tante colpe, ma prima di tutto presentare una squadra in questi termini è un cattivo affronto alla carriera edificante di un tecnico preparato e dallo stile professionale come Ballardini. Il cammino neroverde con l’allenatore ravennate è stato imbarazzante, tanti buoni propositi ma pochi fatti. Ovviamente, non ci si poteva aspettare un grande gioco, aspetto primordiale era salvare la pelle, in teoria è ancora così, finché il conforto della matematica non  condanna il Sassuolo  alla serie B; ma, offrire certi spettacoli tra il grottesco ed il ridicolo è inaccettabile. D’accordo, la situazione all’arrivo del mister romagnolo era già complicata, ma certamente alla luce delle premesse e, ahimè, delle promesse la situazione è via via precipitata.  Un cambio di allenatore che personalmente, non ha mai convinto: comunque sia, in 8 incontri disputati sotto la gestione Ballardini, 6 punti conquistati con 8 gol realizzati e 16 subiti. Analizzando le partite giocate sotto la guida del tecnico romagnolo, 1 sola vittoria ottenuta contro il Frosinone (1-0) con enorme sofferenza e figlia dei demeriti ciociari (fallito nel finale un penalty); negli scontri salvezza, a parte il complicato successo contro i ragazzi di Di Francesco, un ruolino di marcia da dimenticare. Sconfitto alla prima da tecnico neroverde a Verona, la sua squadra non ha superato Udinese e Salernitana e poi è sprofondata in modo disarmante contro il Lecce. Oltre alla grande delusione, si avverte il senso di essere stati ingannati, tante parole sull’impegno e sulla professionalità del gruppo, ma uno di Ravenna dovrebbe sapere come tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare. Di quanto detto si è visto poco, anche stasera  spuntati ed inoffensivi. Dopo il ritiro farsa in Toscana, che ha creato grandi aspettative, una cosa sarebbe giusta e sacrosanta: DIMISSIONI. Sarebbe un atto di grande signorilità; squadra in balia della tempesta… GAME OVER 

 “Sconfitta pesante: bisogna avere un’altra attenzione, un altro atteggiamento e un’altra determinazione; necessario essere più aggressivi, abbiamo subito troppo i nostri avversari”. Ballardini, aggiunge: “I sostenitori neroverdi hanno ragione nel contestarci, dobbiamo reagire con furore”.

@@@ Parole già DETTE, solita litania mentre il Sassuolo retrocede@@@