
Solo nel corso della prima stagione in massima serie, il Sassuolo aveva fatto peggio nel corso delle prime due giornate. E’ vero che il punto conquistato era arrivato anche nel corso del secondo anno, quando la squadra allenata da Eusebio Di Francesco, ma quello (molto poco) che hanno mostrato i neroverdi tra Genoa e Torino non solo preoccupa ma lascia campo a diversi punti interrogativi. Indebolita in estate dalla partenze di Defrel e Pellegrini, e di fatto non rafforzata se non con qualche giovane di belle speranze che però necessità di tempo per entrare nel calcio che conta. E allora soltanto gli ultimi giorni di mercato, oltre che il lavoro di Cristian Bucchi che probabilmente si deve ancora calare nel campionato di A, potranno rafforzare un Sassuolo (si parla di Zapata, che del trio con Paloschi e Pazzini, quest’ultimo sul viale del tramonto dopo un’ottima carriera) che fatica tremendamente non solo a trovare la via del gol, ma anche a costruire occasioni da reti degne di nota. Berardi e Politano sono alla ricerca della migliore condizione e Falcinelli, autore di una strepitosa stagione in quel di Crotone, ha faticato ad integrarsi con i due compagni di reparto. Se aggiungiamo inoltre che in mezzo al campo Magnanelli è rientrato a maggio dopo uno stop di cinque mesi e che Missiroli e Duncan hanno trascorso l’ultimo campionato molto più in infermeria che in campo, si capisce quali e quante siano le difficoltà ad innescare un tridente, che sulla carta dovrebbe fare faville.













