Quale futuro per il Teatro Carani? Questo il tema principale dell’incontro di questa mattina organizzato dalla lista civica “Sassolesi” alla luce della chiusura del prestigioso contenitore culturale cittadino dopo la caduta nelle settimane scorse di una porzione di contro
soffitto (circa 15 mq).Camilla Nizzoli, rappresentante del suddetto schieramento di minoranza consiliare incalza:”Quali siano le reali intenzioni di questa Amministrazione sul domani del Carani non è dato saperlo; cosa che fa sorridere è che nel programma elettorale di qualche mese fa l’attuale primo cittadino garantiva la valorizzazione del Carani – affonda il colpo- non mi sembra ci sia da parte della giunta Pistoni il giusto interesse a trovare in tempi rapidi una soluzione, si è parlato di piena agibilità della struttura in 12-18 mesi: mi sembra che sia un lasso di tempo esagerato”.Le soluzioni previste dal governo municipale per ovviare all’inagibilità del Carani non convincono, Nizzoli prosegue:”Sono state avanzate delle ipotesi quali una tensostruttura o un capannone per fare fronte a questa carenza –puntualizza- sono soluzioni di emergenza, non possono costituire una risposta a chi pone un interrogativo tanto delicato che riguarda un edificio tanto suggestivo; la maggioranza sta prendendo tempo, che faccia chiarezza e dica a chiare lettere cosa ne sarà del Teatro”. Altro punto fonte di polemiche è quello relativo alla determina 473/2014 con la quale la giunta Pistoni ha affidato all’esterno le valutazioni sui danni del Carani; su questo l’ex primo cittadino Luca Caselli esclama:”La determina non ci è stata ancora mostrata nonostante la richiesta, è inspiegabilmente sparita:tutto questo è molto grave –chiarisce- nell’ultima seduta del Consiglio comunale ho parlato di possibile danno erariale, vale a dire il Comune ha un ufficio tecnico composto da professionisti e allora perché esternare competenze fuori dal proprio organigramma; probabilmente, lo stesso sindaco non ritiene all’altezza della situazione la squadra municipale: tutto questo fa lievitare costi e spese”.C’è un altro aspetto che crea dubbi ed imbarazzo come Caselli sottolinea:”Tre giorni prima del crollo in un incontro pubblico nel quartiere Braida il sindaco Pistoni ipotizzò la possibilità di sostituire il Carani con un capannone –ironicamente riferisce- si è verificata una strana coincidenza?. Hanno citato dati e numeri –aggiunge Caselli- buona prassi sarebbe fornire prove certe di quanto affermato; questione di chiarezza e trasparenza”.”Non c’è più nulla a Sassuolo –tuona Claudio Corrado, ex assessore comunale alla Cultura- la città vive un oblio dal punto di vista culturale, le loro propagande dove sono finite?E’ chiuso un pezzo della storia municipale, ma il Carani rappresenta un centro vitale per scuole, associazioni e gruppi che animano il teatro con le loro rappresentazioni e le loro recite, soprattutto nel periodo natalizio; la vita artistica di Sassuolo intesa nelle sue plurime espressioni ne risente, c’è tutto un mondo sociale cui è stato tolto il palcoscenico –conclude- tante belle promesse ma di concreto non c’è nulla e intanto la programmazione artistica è una deprimente tabula rasa”.
“Sassolesi”,coro unanime:”Tante parole, ma è giunto il momento caro Pistoni di dire senza prendere altro tempo quale sarà il futuro del Carani”













