Caro Fabrizio,il momento della separazione è sempre difficile tanto da accettare quanto da digerire. Il Carpi troverà il suo percorso, ma sapere che non avrà più il suo condottiero induce a qualche riflessione. Mister, sono state tre stagioni agonistiche meravigliosamente intense, hai portato entusiasmo e vitalità con la tua continua applicazione e quello spirito pragmatico da uomo autenticamente vero nella sua spontaneità. Certe cose vanno oltre il tempo e lo spazio, il ricordo di quella fantastica promozione rimarrà inciso nei nostri cuori: hai regalato un sogno che col passare del tempo si è trasformato in consapevolezza di una nuova dimensione, c’è qualcosa di nuovo nella realtà Carpi che si sintetizza in alcune tue parole “Venderemo cara la pelle”.Dentro quell’espressione c’è la voglia di essere protagonisti e non mollare mai, segno di un calcio diretto ed immediato come te artefice della scalatA: il tuo senso pratico, la tua genuinità unita ad una sagacia calcistica hanno conquistato un’intera città ma il fenomeno Carpi ha allargato i propri confini sulla strada della tenacia e di un’abnegazione intelligente perché incredibilmente funzionale. Grazie per le tante emozioni, sei stato in grado di allenare i cuori e le anime del tuo gruppo riuscendo a trasmettere valori di un calcio del passato proiettandoli nel presente grazie al tuo essere sempre sul pezzo, una presenza attenta e continua. Il tuo credo sportivo come una scuola di vita, morsi improvvisi e letali in grado di sorprendere e vincere gli avversari , una sorta di sorsi di calcio spietato in grado di ubriacare di gioia una città: tutto attraverso una filosofia calcistica estremamente reale frutto di sacrificio e ritmo. Bisogna ripartire dall’orgoglio che tu hai trasmesso all’ambiente, dalla voglia di esserci sempre e comunque: al di là di moduli o schemi tattici, il tuo Carpi correrà per sempre nelle nostre menti
Augurandoti il meglio,

con immensa gratitudine a.a.