

Da “delizia” storico-architettonica, a “residenza” per immigrati. Il salto può essere breve, come sanno i cittadini del quartiere San Cataldo, a Modena: l’antico santuario della Madonna del Murazzo, in cui si trovano numerose opere d’arte di alto pregio, versa in una situazione di degrado inaccettabile. Aggravato dalle condizioni del sisma del 2012. Inoltre, è diventato dimora di un nutrito gruppo di immigrati (ben 57). «Troviamo scandaloso che una struttura di questo valore versi in tale condizione di degrado – dice il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi -. Per di più, ospitando in una parte di essa l’associazione Porta Aperta, la quale ha collocato all’interno decine di immigrati.» Per la cronaca, il numero fissato inizialmente era di 30 stranieri, che sono diventati rapidamente 57. «Il loro “soggiorno” – sottolinea Bargi – sarebbe dovuto durare fino al 15 settembre, ma in realtà non si è mai concluso.» Morale, chi si dovesse recare a visitare il santuario dovrà anche prepararsi al seguente spettacolo: una struttura cadente, in avanzato stato di degrado, con panni stessi, biciclette ammassate e altre cose che deturpano visibilmente lo scenario. «Questi stranieri – incalza Bargi – si sarebbero potuti collocare ad un chilometri da lì, dove si trova l’edificio ex Cie, fortemente voluto dalla politica modenese, proprio per risolvere il problema dei migranti. Immobile che, invece, è desolatamente vuoto, perché la Prefettura avrebbe “dimenticato” di pagare numerosi arretrati al proprietario dello stabile.» Insomma, Stefano Bargi, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea legislativa, proprio non ci sta a vedere adibito un antico santuario come la Madonna del Murazzo a centro “di accoglienza”: «Ci chiediamo – spiega ancora Bargi – se l’Istituto per i Beni culturali e naturali ER sia al corrente dello stato di degrado della struttura religiosa e se non si ritenga opportuno trasferire gli immigrati ora presenti a Madonna del Murazzo nell’ex Cie. Restituendo il santuario alla comunità modenese, senza ulteriori “sfregi”.»
Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna













