Intervenuto ad un convegno sul fenomeno Carpi tra l’industria tessile e la scalata alla serie A, evento che ha visto anche la presenza del primo cittadino Alberto Bellelli, il presidente biancorosso Claudio Caliumi ha provato a tergiversare sull’argomento del giorno ovvero l’esonero di mister Castori. Anche nella circostanza in esame il presidente ha detto che era l’ora della svolta e che ancora la società doveva scegliere il nuovo allenatore della neopromossa. Tutto tremendamente falso, il nome di Sannino circolava da settimane e la firma o meno sul contratto, in questi casi, si riduce ad una banale formalità; quello che conta in tutto questo è il modo con cui la società ha gestito la vicenda: possiamo dire situazione a dir poco imbarazzante. Si cambia perché convinti dai possibili nuovi scenari e non per trovare un capro espiatorio in una storia che vede coinvolta una squadra che sta perdendo i pezzi. Qualcuno cerca di trovare una qualche giustificazione all’allontanamento di Castori, francamente stamattina in città si viveva una strana sensazione; di colpo il giocattolo Carpi ha lasciato il posto a un tremendo disappunto per una scelta che di fatto ha messo fine alla favola biancorossa. Voci che fanno sorridere sottolineano come il Carpi fosse privo di un’identità calcistica: su questo punto è necessario vuotare il sacco e fare chiarezza. La squadra stava dando segnali di risveglio, a parte la prova di Marassi e la manita di Roma; tutto questo è fuori discussione, allora è davvero difficile capire i perché che hanno portato a questa decisione. La verità è che dopo la dipartita di Giuntoli all’ombra del Vesuvio per Castori è cominciato il conto alla rovescia sulla sua partenza: addirittura dopo la sconfitta contro la Sampdoria si aggiravano gli spettri di un possibile licenziamento. in questo senso, vedere la vicenda Mbakogu con Castori pronto a difenderlo a spada tratta mentre la dirigenza sportiva era desiderosa di cederlo. Speriamo di sbagliarci, ma con l’arrivo di Sannino l’attaccante italo-nigeriano finirà ai margini del progetto: in questo modo il Carpi che fu, perde un altro tassello della fantastica cavalcata del torneo cadetto. I meccanismi che ruotano attorno al sistema calcio sono difficili da comprendere, certo che quando l’anima di una squadra ovvero la tifoseria si schiera apertamente contro la dirigenza sta a significare che siamo vicini alla rottura: lo striscione esposto all’esterno del Cabassi recante la scritta “Castori Immortale” fa capire che il calcio del business e degli interessi, lontano dalla passione che rimane l’essenza vitale di questo sport, non interessa. Sabato sarà già partita vera, di fronte il Torino: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova…Nessuna in serie A ha avuto il cartellone del Carpi, ma lo show deve andare avanti… Convinti che senza passato, il futuro sarà magico? Auguri a Sannino, ma oggi ci sentiamo tutti tremendamente orfani: ci hanno rubato un sogno… Resta quella trionfale conquista della serie A che niente e nessuno cancelleranno mai dai nostri cuori














