Oltre 1,5 milioni di prestazioni aggiuntive nel 2024 non sono bastate: la Regione resta in affanno, tra pronto soccorso senza medici e aree montane senza pediatra e punti nascite.
“Signora di 62 anni, aspetta da 11mesi per una risonanza magnetica. Il medico le consiglia di rivolgersi al privato: 250 € e appuntamento in una settimana”.
Il suo caso non è isolato,dichiara Ori Daniele di patto per il nord Emilia “.
In Emilia-Romagna, quasi un paziente su tre rinuncia a una prestazione sanitaria o paga di tasca propria, per ottenerla nei tempi necessari.
Territori dimenticati, pediatri e ambulatori che chiudono in montagna, obbligando famiglie a spostarsi per ore.
Alla Regione mancano 536 medici di base.
1.300 infermieri in meno rispetto al fabbisogno regionale.
A Bologna stipendi e caro-affitti allontanano i professionisti.
Le proposte di patto per il nord Emilia sono:
1. Stipendi competitivi e
alloggi a prezzi agevolati.
2.Orari serali e weekend per
visite ed esami in tutte le strutture pubbliche.
3.Uso pieno di strutture pubbliche e private accreditate.
4.Agenda unica digitale e promemoria automatici.
5.Punti d’emergenza nelle zone periferiche.
6. Stop alle consulenze milionarie e più soldi a medici e infermieri.
4.Uso pieno del privato accreditato finché le liste non scendono sotto i limiti di legge.
5.Pediatri e medici di base garantiti in ogni comune, con incentivi economici e alloggio.
La sanità emiliana può tornare a essere un modello. Ma serve coraggio: investire dove oggi si risparmia, aprire dove oggi si chiude, ascoltare dove oggi si decide dall’alto.
Perché la salute non può aspettare.Il cambiamento è urgente, o tra pochi anni l’unica “eccellenza” sarà quella del privato.
Ori Daniele coordinatore Patto per il Nord Emilia













