“Le gestanti modenesi non potranno più usufruire delle tecniche anti dolore per partorire poiché, a causa del crescente impegno dei medici del Servizio di Anestesia e Rianimazione per la pandemia da Covid-19, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena sospenderà, a far data dal 2 novembre, l’attività di partoanalgesia. Si tratta di un costo pesantissimo per la comunità modenese. Un costo imputabile al governatore della Regione, Stefano Bonaccini, forse troppo impegnato la scorsa estate nella vendita del suo libro, per organizzare con anticipo la prevedibile seconda ondata Covid che sta travolgendo cittadini e sanità modenese”. Così il consigliere regionale della Lega Er, Simone Pelloni, dopo la comunicazione dell’azienda ospedaliera di Modena, punta il dito contro governatore emiliano-romagnolo
“Perché Bonaccini, nel corso della scorsa estate non si è occupato di programmare e gestire la prevedibile seconda ondata di pandemia Covid? Poteva sicuramente assumere più personale e creare centri dedicati Covid, mentre, in realtà, non ha fatto nulla ed il risultato è sotto agli occhi di tutti, cittadini e utenti della sanità modenese. Tant’è che, mentre ora si chiede alle modenesi di partorire altrove oppure senza le nuove tecniche anti dolore, da giorni sono sospese o rinviate buona parte delle attività chirurgiche programmate per pazienti oncologici o pediatrici. Una situazione davvero insostenibile” attacca il leghista.
“Si consideri solo la situazione in cui versa Vignola, in cui la maggior parte delle attività ospedaliere sono state spostate in altri ospedali ed ora, così come accadrà a Mirandola, si sta trasformando, di giorno in giorno, in un lazzaretto” conclude Pelloni.













