
“La pandemia ha aggravato la situazione di disagio psicologico nella società. Secondo l’OMS la popolazione colpita da depressione è passata dal 6% al 13%. In Italia non va meglio: il 15,1% delle persone tra i 15 e i 74 anni fa usi di psicofarmaci. Siamo di fronte a una situazione di emergenza”. L’allarme è lanciato dal consigliere regionale della Lega ER Simone Pelloni, che ha presentato un progetto di legge di iniziativa assembleare volto a istituire la figura del servizio di psicologia di base all’interno del SSN. “Esistono diverse esperienze, prima tra tutte il progetto brittannico “Improving Access to Psychological Therapies” (IAPT), che dimostrano come affiancando al medico di base uno psicologo, si possano riscontrare notevoli risparmi in termini di spese farmaceutiche e sanitarie. In Gran Bretagna sono state coinvolte 600mila persone e il risparmio prodotto è pari a 272 milioni di sterline” ha spiegato Pelloni. “Ma i vantaggi non sono solo di tipo economico: la sperimentazione dimostra come la figura aiuti a prevenire e risolvere molti problemi di salute e a ridurre il carico di lavoro per il medico di base”.
Nei mesi scorsi sono state approvate due leggi regionali, in Campania e in Puglia, che vanno a istituzionalizzare tale figura. Anche in Emilia-Romagna da anni psicologi, medici di base e pediatri di libera scelta collaborano. “Oggi però occorre superare l’estemporaneità delle singole esperienze per garantire una presa in carico e un’assistenza globale e continuativa nel tempo” ha detto Pelloni. “Questo progetto, che ha visto la luce anche grazie alla collaborazione della consigliera Valentina Stragliati, si propone di arrivare a istituzionalizzare questo percorso, inserendo anche nell’organico delle Case della Salute della nostra Regione lo psicologo delle cure primarie”.













