La nuova start-up, partecipata al 55% da SACMI, nasce per sviluppare una nuova generazione di “nasi elettronici”. Il Presidente, Paolo Mongardi: «Cerchiamo tecnologie, competenze e start-up capaci di aprire nuove strade e diversificare i nostri business. Con OSMI mettiamo a valore un percorso di ricerca iniziato 25 anni fa»

 

SACMI accelera sulla ricerca di nuovi prodotti e nuovi mercati e guarda anche al biomedicale, valorizzando un patrimonio di competenze tecnologiche costruito in oltre vent’anni di ricerca sui sistemi olfattivi elettronici.

È questo il significato strategico della nascita di OSMI, la nuova start-up partecipata al 55% da SACMI e al 45% da Olfatronic Srl, spin-off del Politecnico di Milano. Obiettivo, sviluppare e portare sul mercato una nuova generazione di “nasi elettronici” intelligenti, flessibili e facilmente adattabili a differenti applicazioni: dall’ambiente al food e al packaging, dal controllo dei processi industriali fino alle prospettive più avanzate in campo biomedicale.

Per SACMI, l’operazione si inserisce in una strategia precisa: affiancare alla continua innovazione nei business consolidati la ricerca di nuove tecnologie, start-up, spin-off e competenze specialistiche capaci di generare nel tempo nuove opportunità industriali.

«La ricerca di nuovi prodotti e nuove tecnologie è uno degli strumenti con cui SACMI costruisce i business di domani», sottolinea Paolo Mongardi, Presidente di SACMI. «Guardiamo con attenzione al mondo delle start-up e della ricerca, soprattutto quando incontriamo competenze che possono integrarsi con le nostre e trasformarsi in applicazioni industriali concrete. L’obiettivo è anche quello di diversificare, aprendo progressivamente nuovi mercati nei quali mettere a valore la capacità di innovazione che SACMI ha costruito nel tempo».

Un’intuizione SACMI nata 25 anni fa

OSMI non parte da zero. Al contrario, raccoglie e porta in una nuova fase un filone di ricerca sul quale SACMI aveva iniziato a investire già nel 2001, con la nascita di EOS – Electronic Olfactory System, il “naso elettronico” sviluppato per riconoscere e misurare attraverso sensori l’impronta olfattiva di sostanze e processi.

Nel corso degli anni la tecnologia EOS è stata sviluppata e applicata in diversi campi, dall’industria alimentare al monitoraggio ambientale, fino al controllo in continuo delle emissioni odorigene e dei processi industriali.

«Venticinque anni fa avevamo già scommesso sul naso elettronico», prosegue Paolo Mongardi. «Era una tecnologia fortemente innovativa per l’epoca e negli anni SACMI ha continuato a svilupparla e a sperimentarne nuove applicazioni. Oggi sensoristica avanzata, capacità di calcolo, machine learning e intelligenza artificiale consentono di fare un ulteriore salto. Con OSMI vogliamo ripartire da quel patrimonio di ricerca e portarlo verso nuovi prodotti e mercati».

Le potenzialità nel biomedicale

Proprio il biomedicale rappresenta la frontiera più innovativa del progetto. L’attività di ricerca punta a verificare la possibilità di utilizzare i sistemi olfattivi elettronici come strumenti di supporto all’analisi e al monitoraggio di alcune condizioni fisiologiche o patologiche.

Il principio scientifico è legato alla capacità di individuare, attraverso specifici array di sensori, molecole e composti organici volatili associati alle variazioni del metabolismo. Lo sviluppo di queste applicazioni potrebbe aprire, in prospettiva, possibilità di utilizzo a supporto di percorsi di analisi, monitoraggio e diagnostica preventiva, sempre in affiancamento ai protocolli clinici tradizionali e dopo i necessari percorsi di validazione e certificazione.

È su questa frontiera che si concentra una parte importante della collaborazione scientifica con il Politecnico di Milano, che ha messo a disposizione del progetto competenze complementari nei campi della chimica, della sensoristica, dell’elettronica e della bioingegneria.

Alla base della nuova piattaforma c’è un approccio completamente ripensato anche dal punto di vista tecnologico. Il nuovo naso elettronico utilizza diverse tipologie di sensori e tecniche di autoapprendimento, pattern recognition, machine learning e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di riconoscere e classificare differenti “impronte” a partire da una base hardware comune. Non un singolo sensore, quindi, ma una piattaforma che può essere “addestrata” per applicazioni differenti.

 

Una piattaforma, diversi settori e ambiti applicativi

È proprio questa caratteristica a rendere il progetto interessante anche dal punto di vista della diversificazione industriale. La medesima piattaforma potrà essere sviluppata per il controllo ambientale, il food e il packaging, il monitoraggio dei processi e, progressivamente, per applicazioni in ambito sanitario.

Le prime sperimentazioni sul campo hanno già interessato ambiti industriali e ambientali. Il team lavora sulla nuova generazione del progetto dal 2023 e tra le applicazioni già testate c’è, ad esempio, l’utilizzo di una rete di sensori in prossimità di un impianto di trattamento dei rifiuti, con l’obiettivo di rilevare scostamenti dai parametri impostati e generare automaticamente un alert.

Questi mercati rappresentano anche un banco di prova importante per consolidare la piattaforma mentre procede il più lungo percorso necessario per le applicazioni biomedicali, che richiederanno validazioni, certificazioni e specifici trial clinici.

L’iniziativa mette a valore la pluridecennale collaborazione tra SACMI e il Politecnico in ambiti strategici della ricerca industriale e applicata. L’obiettivo è lo sviluppo, con orizzonte 2027, del più vasto portafoglio di soluzioni validate nei vari ambiti e portarlo sul mercato, sia direttamente sia con il supporto della rete di vendita e del team SACMI già dedicato al progetto EOS