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E’ tutto un altro Matteo Rubin, rispetto a quello poco efficace della scorsa stagione.”Mi sento bene e non è un caso. Ho potuto svolgere l’intero ritiro lavorando con continuità senza alcun intralcio. Poi anche psicologicamente sto bene ed è innegabile che un calciatore abbia bisogno di stare bene mentalmente per potersi esprimere al meglio”, spiega il difensore mancino completamente rigenerato dalla cura Hernan Creso. “Io leader? Beh, è una parola grossa. Diciamo che cerco di aiutare nel migliore dei modi i ragazzi più giovani del gruppo che hanno bisogno di essere guidati». Buon umore in casa Modena, certamente determinato dalla vittoria di sabato sera sulla Pro Vercelli. Non fosse arrivata, sarebbero stati guai grossi. “Non è stata una delle nostre prove migliori, però era importante portare a casa i tre punti e dare un segnale che ci siamo. Abbiamo giocato meglio in altri incontri e probabilmente meriteremmo più punti in classifica: ma se siamo in questa situazione significa che occorre migliorare”. Quindi, un simpatico aneddotto avvenuto alla ripresa degli allenamenti; nella gara con la Pro Galloppa aveva “soffiato” proprio a Rubin una punizione, calciata, diciamo così, non proprio nel migliore dei modi: «Gli abbiamo regalato gli occhialini da piscina, perché sembrava che la palla fosse finita alle Dogali. No, a parte gli scherzi le punizioni ce le dividiamo io, lui e Nizzetto: può capitare di calciarne male una».