“Più che alla pace, la Risoluzione presentata da Italia Viva, risuona come un appello alla guerra”.

Per il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, l’atto di indirizzo presentato da Italia Viva e che chiede solidarietà per figure come Alexei Navalny, individui che in nome della libertà mettono a rischio la propria vita, in realtà sottende ben altro, una scelta di campo contro il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

In primo luogo, Bargi ha evidenziato che “la risoluzione sembra essere più di un semplice atto di solidarietà, ma ha tratti che richiamano un appello alla guerra: è preoccupante – ha spiegato – perché sembra voler individuare un nemico da combattere anziché promuovere la pace e il dialogo”.

Inoltre, il leghista ha osservato come “l’utilizzare la morte di Navalny come pretesto per alimentare lo scontro rischia di intensificare l’escalation del conflitto, quando sarebbe invece necessari abbassare i toni e cercare vie diplomatiche per risolvere le tensioni,, anziché alimentare divisioni e conflitti”.

Per Bargi, infatti, “recuperare i rapporti con la Federazione Russa e cercare una soluzione negoziale del conflitto dovrebbero essere le priorità per la comunità internazionale. La guerra e lo scontro non portano altro che ulteriore sofferenza e distruzione, mentre il dialogo e la diplomazia possono portare a soluzioni più durature e pacifiche”. Il consigliere leghista ha dunque invitato l’aula dell’assemblea legislativa regionale “alla riflessione e alla prudenza nell’affrontare le complesse dinamiche internazionali, suggerendo che la priorità dovrebbe essere quella di promuovere la pace e il dialogo anziché alimentare tensioni e conflitti che coinvolgono il mondo intero”.