“Seppur lodevole nei contenuti, l’iniziativa di aderire a campagne di disarmo nucleare è attraversata da venature di ipocrisia, stante il fatto che ad oggi il nostro paese non ne produce, ma tra Aviano e Ghedi ospita un centinaio di bombe nucleari della NATO (che ci è dato sapere)”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, intervenendo nella discussione in Aula Legislativa a proposito della risoluzione presentata dall’esponente di Europa Verde Silvia Zamboni per aderire alla campagna “Italia ripensaci”. “E’ assurdo – ha aggiunto Bargi – spingere per la firma di un trattato, quello per la Proibizione delle armi nucleari, che prevede anche il non passaggio delle armi nucleari sul proprio suolo. L’ ipocrisia di fondo è evidente, perchè per prima cosa andrebbe richiesto alla NATO di riprendersi le proprie testate. Siamo sicuri che un Governo italiano potrebbe mai presentare una richiesta di questo tipo? Visto poi lo scaldarsi della situazione a livello internazionale, ad oggi, è plausibile che uno dei fronti in gioco rinunci al proprio arsenale atomico senza che, contestualmente, lo facciano anche gli altri attori? Sarebbe, oltre che impossibile, anche stupido. Purtroppo l’occasione vi era quando la Federazione Russa provò ad inizio anni 2000 ad avvicinarsi alla NATO, ma la scelta, involontaria o meno per l’Europa, è stata quella di procedere verso il confronto. Nello scenario attuale parlare di questi temi equivale a fare solo congetture, per quanto lodevoli” ha concluso Bargi.