Firmato a Bologna il nuovo accordo quadriennale tra Regione,
Confindustria Ceramica, Acimac e le Organizzazioni sindacali Filctem Cgil,
Femca Cisl e Uiltec Uil per ridurre l’esposizione alle polveri, formare e
informare sui rischi
Prosegue e s’intensifica l’impegno della Regione Emilia-Romagna per la sicurezza, la
prevenzione e la salute sul lavoro, in particolare di chi opera nell’industria ceramica.
È alle lavoratrici, ai lavoratori, ai datori di lavoro del distretto concentrato nei territori delle
province di Reggio Emilia e Modena, considerato tra quelli di maggior rilievo a livello
internazionale, che si rivolge il Protocollo d’intesa, siglato da Regione, Confindustria ceramica,
Acimac (Associazione costruttori italiani macchine attrezzature per ceramica) e dalle
Organizzazioni sindacali di settore Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, con l’obiettivo di tutelarne il
benessere e diffondere buone pratiche nei luoghi di lavoro del comparto per la produzione delle
piastrelle di ceramica. Al centro dell’accordo la “Definizione dei criteri per l’individuazione dei
lavori comportanti esposizione a silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”.
Il Protocollo, di durata quadriennale, è stato sottoscritto questa mattina in Regione a Bologna
dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, dal direttore generale di Confindustria
ceramica, Armando Cafiero, in rappresentanza del presidente Augusto Ciarrocchi, dal
presidente di Acimac, Paolo Lamberti, e dai segretari generali regionali dei sindacati, Simone
Cavalieri (Filctem Cgil), Stefano Perazzini (Femca Cisl) e Filippo Spada (Uiltec Uil). Si inserisce
nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2021-2025, prorogato al 31 dicembre 2026, a
supporto delle azioni che devono essere realizzate in attuazione del nuovo Piano nazionale 2026-
2031.
La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che rinnova per altri quattro anni l’intesa già
sottoscritta nel giugno 2021, al fine di assicurare continuità al percorso condiviso finora,
aggiornare la documentazione alla luce dell’evoluzione tecnica e tecnologica del comparto e, in
generale, continuare a garantire all’industria ceramica un’attenta applicazione delle disposizioni
in materia di silice cristallina respirabile.
“Esiste una prassi ormai consolidata di condivisione per il comparto delle piastrelle, grazie ad
accordi con le associazioni di categoria, le Aziende sanitarie locali e le organizzazioni sindacali, che
ci ha consentito di ottenere risultati importanti- sottolineano l’assessore Massimo Fabi e
l’assessore Giovanni Paglia, che ha la delega per la sicurezza e la legalità del lavoro-. Le condizioni
di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro del comparto ceramica sono migliorate e si è registrato
un costante calo di malattie professionali. Questo è strettamente correlato all’adozione di buone
pratiche per la riduzione dell’esposizione alle polveri contenenti silice libera cristallina e ai percorsi
di formazione e informazione dei lavoratori esposti. Con il rinnovo del Protocollo, proseguiamo
nella direzione delle buone prassi, impegnandoci tutti a promuoverle e diffonderle il più possibile,
mettendo sempre al centro il benessere sui luoghi di lavoro”.
“Il rinnovo dell’accordo del 2021- afferma il direttore di Confindustria ceramica, Armando Cafiero conferma la validità del metodo di lavoro applicato nel distretto ceramico, che ci ha resi un
modello di eccellenza anche a livello internazionale. La collaborazione con la Regione Emilia Romagna, le Aziende sanitarie, le Organizzazioni sindacali e Acimac ha infatti permesso al settore
di migliorare costantemente le condizioni di salute e sicurezza nei nostri stabilimenti. I risultati
raggiunti hanno portato la nostra esperienza ad essere riconosciuta in vari contesti istituzionali,
anche in ambito Ue, come una best practice, ed abbiamo avuto diverse occasioni per
approfondirla con il modo accademico. Tali risultati- chiude Cafiero- sono un sicuro stimolo per
proseguire in un lavoro di sistema per coniugare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e
l’adempimento delle più rigorose normative comunitarie senza penalizzare la produttività, così
garantendo la necessaria competitività delle nostre imprese”.
Nel 2017 una direttiva dell’Unione europea ha incluso tra le attività regolate sulla protezione dei
lavoratori dalle sostanze cancerogene e mutagene anche i lavori che comportano l’esposizione alla silice cristallina respirabile, prevedendo un valore limite di esposizione professionale di 0,1mg/m3.
Secondo gli studi in materia, la silice libera cristallina penetra nell’organismo umano per via
inalatoria e può portare, a fronte di esposizioni elevate e/o prolungate, allo sviluppo di diverse
patologie dell’apparato respiratorio. La direttiva è stata poi recepita dall’ordinamento italiano nel
giugno 2020. Da qui, la sottoscrizione del primo Protocollo di intesa da parte della Regione
Emilia-Romagna (il 7 giungo 2021), tenuto conto della specificità del comparto ceramico, che oggi
viene aggiornato e adottato fino al 2030.
Foto della firma, in Regione :
da sinistra a destra, l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi; il direttore
generale Cura della persona, salute e welfare, Lorenzo Broccoli; il direttore di Confindustria ceramica,
Armando Cafiero













