La seduta del civico consesso di ieri sera è stata l’ennesima riprova che la politica fatica a lasciare certe tendenze e a voltare pagina: in questo senso esclusi possibili contestatori del primo cittadino cui è stato impedito l’ingresso e i soliti sermoni conditi dall’elogio al proprio operato, dall’impegno per la legalità incensando l’attività della magistratura targatii PD. Chi ha il comando ha sempre ragione; ma il dispiacere per la vicenda è stato messo in relazione con l’intenso lavoro profuso dal governo cittadino finora. Non una parola di condanna per quello che è accaduto, anzi ringraziamenti per l’ex capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Megale, per la scelta di dimettersi: tutto come sempre. Ammettere qualche responsabilità sarebbe stato opportuno, ci si è richiamati al fatto che in assenza di condanne definitive l’indagato è innocente. Tremendo desiderio di andare avanti , anche il Comune di Roma si è costituito parte civile nei confronti di Mafia Capitale, ma non è un serpente che si morde la coda?Nessuna risposta ai tanti interrogativi della città, si è preferito evitare il confronto con le tante perplessità; della serata rimangono gli applausi scroscianti nei confronti dell’intervento di Luca Caselli:”Adesso fate i garantisti, cambiate opinione come vi è più comodo ma in passato avete gettato melma sulla mia giunta, ricordate la vicenda dell’assessore Vincenzi?La cosa bella è che noi non siamo voi, questa è la cosa di cui mi vanto”.Rimangono tanti sospetti, ma anche una certezza:resistenza ad oltranza…resistenza