A Castelfranco Emilia una proposta concreta resta ferma, mentre nell’Unione del
Sorbara non arriva ancora in discussione

                                                                       
MARANELLO VS CASTELFRANCO EMILIA Da una parte gli annunci, dall’altra gli atti concreti che faticano ad arrivare in aula. È sul tema del riconoscimento dei caregiver familiari che si apre una riflessione politica destinata a far discutere. Nel dicembre 2025, la consigliera di Fratelli d’Italia Roberta Garibaldi ha presentato a Castelfranco Emilia un ordine del giorno chiaro e articolato: riconoscere il ruolo dei caregiver familiari, equipararli ai lavoratori nell’accesso ai servizi dell’Unione dei Comuni del Sorbara, introdurre criteri di priorità nei bandi e garantire maggiore flessibilità amministrativa per chi si
prende cura quotidianamente di un familiare fragile. Un’iniziativa che si inserisce pienamente nel quadro normativo regionale e nazionale, e che
punta a tradurre in misure concrete un principio ormai condiviso: il caregiver non è solo una figura familiare, ma un pilastro silenzioso del sistema di welfare.
Eppure, a distanza di mesi, quell’ordine del giorno non è stato discusso in Consiglio comunale; anzi, è stato dichiarato inammissibile e successivamente ripresentato dai consiglieri di Fratelli d’Italia, Roberta Garibaldi e Germano Cuccoli, nel Consiglio dell’Unione
del Sorbara nel gennaio 2026, dove giace tuttora in attesa di discussione.

      Il tema stride ancor di più se si guarda al dibattito pubblico di queste settimane. In territori
vicini, come Maranello, l’amministrazione ha più volte rivendicato attenzione e impegno sul fronte  dei caregiver, anche attraverso dichiarazioni e articoli sulla stampa locale. Un protagonismo comunicativo che, tuttavia, rischia di apparire fuori fuoco se confrontato con
quanto accade a Castelfranco Emilia e nell’Unione del Sorbara, dove una proposta concreta esiste già ma resta ferma.
Da qui la domanda politica, inevitabile: si tratta davvero di una priorità condivisa o di un tema
da utilizzare a intermittenza? I numeri parlano chiaro: milioni di italiani – spesso donne – sostengono ogni giorno il peso
dell’assistenza familiare, senza tutele adeguate e con difficoltà crescenti nell’accesso ai servizi. Proprio per questo, atti come quello presentato a gennaio rappresentano un passaggio fondamentale per costruire un welfare territoriale più equo e vicino ai bisogni reali.
Il rischio, altrimenti, è quello di alimentare una distanza tra parole e fatti. Perché il riconoscimento dei caregiver familiari non può fermarsi agli annunci: servono scelte amministrative, regolamenti aggiornati e atti discussi nelle sedi istituzionali.
Nell’Unione del Sorbara, per ora, tutto questo è ancora in attesa di entrare nell’agenda del Consiglio. E il tempo, per chi ogni giorno si prende cura di qualcun altro, non è mai una variabile secondaria. E proprio su questo punto, il consigliere di Fratelli d’Italia a Maranello e collega di Roberta
Garibaldi, Barbara Goldoni , non può non rilevare una certa incoerenza: troppo spesso la
sinistra sembra affrettarsi a rivendicare meriti sul piano comunicativo, salvo poi lasciare in
sospeso gli atti concreti quando si tratta di portarli davvero in discussione e approvazione. Il
tema dei caregiver merita serietà e continuità, non passerelle. Perché chi si prende cura
ogni giorno di una persona fragile ha bisogno di risposte, non di narrazioni