RISPOSTA INTERROGAZIONE MOVIMENTO 5 STELLE SU MANUTENZIONE E RIMOZIONE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PLASTICI NELLE MESSA A DIMORA (PIANTUMAZIONI) URBANE DI NUOVE PIANTE

 

 La terza interrogazione discussa nel Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Alberto Bonettini, Movimento 5 stelle, avente ad oggetto: “Manutenzione e rimozione dispositivi di protezione plastici nelle messa a dimora (piantumazioni) urbane di nuove piante”.

 

“Negli ultimi anni – si legge nell’interrogazione –  l’Amministrazione comunale ha incrementato significativamente gli interventi di messa a dimora di nuove alberature in diverse zone della città; in particolare, anche attraverso il progetto legato ai nuovi nati, sono stati realizzati piccoli boschi urbani, tra cui quelli situati lungo la circonvallazione di via Palestro e nell’area adiacente al Pala Paganelli; al momento della messa a dimora, le giovani piante vengono dotate di sistemi di irrigazione e di dispositivi di protezione in plastica alla base del fusto, al fine di tutelarle da danni causati da piccoli animali o dall’utilizzo di decespugliatori. Si interrogano Sindaco e Giunta per sapere: Se siano a conoscenza della situazione sopra descritta nelle aree indicate e, più in generale, nelle altre zone oggetto di recenti messa a dimora di nuove piante; se l’Amministrazione intenda procedere alla rimozione delle protezioni deteriorate attualmente presenti; se, per le future messe a dimora, sia possibile prevedere nei capitolati d’appalto specifiche clausole che impongano la rimozione delle protezioni dopo un determinato periodo; se si intenda valutare l’utilizzo di materiali biodegradabili o soluzioni alternative a minor impatto ambientale”.

 

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente Andrea Baccarani.

“In merito all’interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle di Sassuolo inerente le attività di installazione e successiva rimozione dei dispositivi detti “shelter” alla base delle nuove piante, al fine di evitare la dispersione di microplastiche nel suolo e eventuali marciumi del fusto delle alberature, la presente per informare che l’installazione degli shelter alla base delle nuove alberature, da anni impiegati in agricoltura e in ambito forestale oltre che in contesti urbani, hanno la funzione di salvaguardare le piante ornamentali e le siepi. Generalmente in plastica riciclata, si presentano nella maggior parte dei casi in forma quadrata o circolare e vengono installate al fine di creare una barriera fisica tra la parte basale della pianta, una prima parte del fusto o all’occorrenza dell’intera pianta e il contesto circostante (esempio fenomeni atmosferici, animali, interventi di tipo meccanico).

Nelle due aree citate nell’interrogazione oggetto di piantumazione (polo scolastico e ex Goya), gli interventi sono stati svolti rispettivamente nel 2017 e tra il 2020 e il 2023, con la sostituzione degli esemplari non sopravvissuti tra il 2024 e 2025. In occasione dell’espletamento delle attività sono stati posizionati appositi shelter alla base delle piante, per le motivazioni anzidette, e dischi realizzati in fibra 100% naturale e biodegradabile con funzione di pacciamatura, al fine di ridurre notevolmente la germinazione e lo sviluppo delle infestanti e di limitare l’evaporazione e il consumo dell’acqua d’irrigazione durante la stagione estiva.

L’Amministrazione è conoscenza del fatto che i collari posti alla base delle nuove alberature, nel tempo, possano danneggiarsi o banalmente aprirsi, considerando che si tratta di elementi ad incastro: proprio per questo durante le attività di monitoraggio degli impianti di irrigazione, gli operatori in forza alla squadra Verde SGP tra le altre attività si occupano del recupero del materiale non più utilizzabile o eventualmente del loro riposizionamento. Si concorda con l’interrogante sul fatto che questa attività vada svolta in futuro con maggiore regolarità, per cui si stanno valutando alcune opzioni:

  • inserire negli appalti di prossima realizzazione una voce che contempli la rimozione delle protezioni installate mediamente nei 4/5 anni antecedenti (periodo di durabilità stimato dalle ditte produttrici del materiale). Questa modalità potrebbe essere prevista solo per le iniziative circoscritte all’interno di un’unica area verde, mentre per le restanti aree si renderebbe necessario l’intervento della squadra Verde in forza ad SGP o il personale volontario iscritto al registro del volontario singolo del Servizio Civico di Comunità;
  • impiegare materiale biodegradabile. Già in occasione dell’intervento di piantumazione previsto il 28 marzo p.v. c/o le aree verdi di via Berna si procederà infatti con l’installazione di shelter in cartoncino biodegradabile ad uso forestale (di cui si allega scheda). La durata di queste protezioni risulterà nettamente inferiore, stimata dalla ditta produttrice in massimo due anni in condizioni standard. Qualora l’appalto in essere avesse qualche risparmio, si valuterà l’acquisto di ulteriori stock in sostituzione del polipropilene per i parchi e le aree scolastiche già piantumate o oggetto di nuovo intervento;
  • evitare ove possibile lo svolgimento delle operazioni di finitura sul perimetro delle alberature, intervenendo solo con operazioni di taglio dell’erba tra un filare e l’altro o nelle aree prative. Questo accorgimento risulterà indispensabile in caso di rimozione dei collari, in quanto si concretizzerebbe il rischio di danneggiamento del colletto delle piante durante l’operazione meccanica, nucleo fondamentale per garantire nel tempo la sua salute e stabilità. Si tratterebbe di una operazione meno gradevole alla vista, ma migliorativa della qualità di vita dell’albero, permettendo di mantenere il terreno umido, fresco e protetto, riducendo l’evaporazione dell’acqua e proteggendo le radici dagli sbalzi termici, oltre che migliorando la struttura del terreno”.
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RISPOSTA INTERROGAZIONE CAPEZZERA SU FONDAZIONE MODENA

 

 

 La prima delle sette interrogazioni discusse nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Davide Capezzera, Forza Italia, avente ad oggetto: “Vicenda ammanco presso la Fondazione di Modena”.

 

“Premesso che lo scorso ottobre è emersa una grave vicenda relativa all’ammanco di oltre un milione di euro all’interno della Fondazione di Modena, riconducibile ad una prolungata attività interna di distrazione di fondi; si interroga Sindaco e Giunta per sapere: quando l’Amministrazione comunale sia stata formalmente informata della vicenda dell’ammanco presso la Fondazione di Modena e delle sue dimensioni complessive; se il Comune abbia richiesto o intenda richiedere chiarimenti formali alla Fondazione circa: la ricostruzione minuziosa dell’attività truffaldina; le falle riscontrate nei sistemi di controllo e di vigilanza; le azioni correttive adottate o in corso di adozione; le ricadute eventuali sulle prossime erogazioni di contributi alle realtà del territorio. Se l’Amministrazione comunale ritenga opportuno sollecitare, per il tramite dei propri canali istituzionali, un rafforzamento dei presidi di controllo interno. Quali azioni politiche e istituzionali l’Amministrazione intenda intraprendere affinchè siano accertate le responsabilità laddove emergano carenze nei controlli, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione ma a tutela dell’interesse pubblico del territorio sassolese”.

 

Ha risposto il Sindaco Matteo Mesini: (FOTO SLIDE)

“In riferimento all’interrogazione in oggetto premetto che  il Comune di Sassuolo non partecipa alla Fondazione, ma ha in essa soltanto il  diritto di designazione  di un rappresentante nel Consiglio di indirizzo (art. 8 dello Statuto della Fondazione), che è l’organo collegiale della Fondazione composto dal Presidente e da 19 membri.

Per quanto riguarda l’interrogazione, il Presidente di Fondazione Modena mi ha comunicato e tenuto al corrente su questa vicenda di assoluta gravità; e sono stato aggiornato in questi mesi dei passi successivi che sono stati compiuti.

Il fatto in questione è oggetto dei doverosi approfondimenti che sono tutt’ora in corso da parte della Magistratura tramite l’indagine condotta dalla Guardia di Finanza. Per tale motivo non sono stati richiesti chiarimenti formali alla Fondazione, dato che sarà l’inchiesta della Magistratura, una volta terminata, a attribuire le eventuali responsabilità di natura penale.

Nello specifico preciso che la Fondazione ha riferito di aver già avviato le azioni necessarie per il recupero delle somme e di aver avviato un percorso di rafforzamento dei presidi di verifica con l’obiettivo di consolidare ulteriormente i sistemi di prevenzione e monitoraggio .

Per tale motivo non sono state comunicate pubblicamente ricadute sulle prossime erogazioni e sui bandi”