REFERENDUM ABROGATIVO AUTONOMIA, BARGI (LEGA): “COMMISSIONE ILLEGITTIMA: INTERESSI PD NON POSSONO CALPESTARE STATUTO”
“E’ ora di finirla di far prevalere gli interessi del Pd alle regole che reggono le procedure e l’andamento della Regione Emilia-Romagna. Così si calpesta lo Statuto e, più in generale, le norme che regolano lo Stato di diritto”. Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, ha sbottato in merito alla convocazione urgente della Commissione Statuto e Regolamento, chiamata oggi ad affrontare il tema del referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata.
“Non si capisce dove sia il limite tra PD e Regione: assistiamo infatti a quella che possiamo definire una consuetudine, che è quella di adeguare le regole di dibattito in Regione in base ai bisogni e le necessità del PD. Questo non è più tollerabile, tanto meno di fronte a un oggetto che non è indifferibile o urgente, né per la Regione né per i cittadini. Non è colpa degli emiliano-romagnoli se Bonaccini molla per andare in Europa”.
“Vorrei sottolineare –
continua Bargi alcuni aspetti fondamentali riguardo alla convocazione in oggetto, aggiungendo anche alcune considerazioni di contesto. Stiamo discutendo non tanto il merito degli atti, quanto piuttosto la fretta e l’urgenza con cui sono stati presentati. Tre atti sono stati depositati a poche ore di distanza l’uno dall’altro, con l’ultimo atto depositato poco prima dell’inizio della convocazione della commissione. Questi atti sembrano avere scopi diversi: uno prevede l’abrogazione totale di una legge, mentre l’altro solo parziale”.
“Questo solleva ulteriori dubbi sull’effettiva necessità di questa urgenza. Forse – sollolinea il leghista – si sono resi conto che mettere come leader del movimento anti-autonomismo il Presidente della Regione Sardegna, una regione a statuto speciale, potrebbe aver sollevato qualche dubbio. Ciò che mi preoccupa maggiormente è il rispetto per le istituzioni dell’Emilia-Romagna e per i regolamenti che governano le nostre discussioni”.
“Non è colpa nostra, dell’opposizione, né dei cittadini emiliano-romagnoli se il Presidente Bonaccini si è dimesso. Questa è stata una sua scelta politica legittima, ma non può essere attribuita alla Regione Emilia-Romagna la responsabilità di un’urgenza che è chiaramente legata a dinamiche di partito piuttosto che a necessità istituzionali o dei cittadini. Questo è un precedente pericoloso che rischia di confondere i confini tra il Partito Democratico e le istituzioni regionali, un’abitudine che si è consolidata nel tempo” ha ribadito.
“Se passiamo alla logica che sospendiamo lo stato di diritto dell’Emilia-Romagna, ovvero che le regole non valgono, allora dobbiamo prenderne atto. Ma questo creerà un precedente che potrebbe essere applicato anche in futuro, a sfavore di tutte le parti coinvolte” ha concluso Bargi.
REFERENDUM ABROGATIVO AUTONOMIA, BARGI (LEGA): “EMERGENZA POLITICA IN CASA PD NON GIUSTIFICA ABUSO DELLE ISTITUZIONI”
“Emergenza politica in casa Pd non giustifica abuso delle Istituzioni regionali”. Il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi esprimere “profonda preoccupazione riguardo alla recente gestione delle procedure istituzionali da parte della presidente dell’assemblea legisltiva Emma Petitti, dopo la decisione di quest’ultima di non convocare la Giunta per il regolamento, come da nostra legittima richiesta, e la mancata risposta su un tema che evidentemente non è considerato urgente, rappresentano una chiara assunzione di responsabilità da parte del Presidente”.
“Se è vero che riconosciamo l’importanza delle prassi istituzionali – ha continuato il leghista – è anche vero che queste devono essere accompagnate da una larga intesa tra tutte le forze politiche. Quando tutti concordiamo sulla necessità di trattare un argomento con urgenza, come nel caso di catastrofi naturali, allora l’urgenza è giustificata. Tuttavia, quando si tratta di questioni di chiara natura politica, occorre fare un grande distinguo tra merito e metodo. L’uso delle istituzioni a fini di partito distorce il regolamento e mina la fiducia nelle nostre Istituzioni. Questa situazione non rappresenta un’emergenza politica né istituzionale, ma piuttosto un abuso delle procedure democratiche per fini politici”.
Per Bargi, la soluzione è semplice e chiara: “Se veramente si vuole discutere nel merito del referendum, si proceda con la richiesta al governatore Bonaccini affinché presenti le dimissioni da Bruxelles così avremo tutto il tempo necessario per un confronto sereno e costruttivo sul tema autonomia”, ha concluso il leghista.













