“Quanto è stato decantato fino agli ultimi mesi dello scorso anno dal presidente Bonaccini secondo cui le Regioni sarebbero state protagoniste nella definizione del Piano nazionale di ripresa e risilienza non si è avverato. Ora che il Piano c’è, toccherà alle Regioni adoperarsi per intercettare le risorse necessarie e metterle a terra dando una risposta alle emergenze locali. Non ci resta che aspettare la declinazione delle risorse in esso contenute da parte dei singoli ministeri e vedere come la Regione riuscirà ad intercettare quelle risorse e per fare cosa a favore del nostro territorio”.  Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, sottolineando che “il Governo ha predisposto un piano a cui le Regioni ora dovranno attenersi e intercettare”. Per questa ragione, ha aggiunto Bargi, “sarà fondamentale il confronto che a livello di Assemblea regionale dovremo condurre per fare emergere le necessità che, localmente, sono già state manifestate da parte delle singole realtà. Ovviamente per noi rimane fondamentale il coinvolgimento dell’Assemblea, luogo di confronto politico della Regione,  che non va bypassata, come spesso avviene, con il tavolo per il patto del lavoro e l’ambiente. Certo, alcune regioni sono state più rapide nel presentare i progetti su cui investire nel senso della innovazione tecnologica e della transizione ecologica, ma ora la scommessa vera – ha concluso Bargi -sarà quello di vedere quali risorse la nostra Regione riuscirà ad intercettare e come intenderà tradurre in pratica a favore delle emergenze del nostro territorio”.