La Rete Emergenza Climatica e Ambientale dell’Emilia-Romagna
aderisce allo sciopero generale e sarà presente alle mobilitazioni indette
dal movimento sindacale per il prossimo 29 novembre
Le scelte del Governo, concretizzatesi in una manovra di bilancio regressiva, antipopolare e animata da
spirito di corsa al riarmo e compressione delle già scarse risorse per la sanità, la riconversione ecologica e i
servizi pubblici, aggraveranno le condizioni di vita della grande maggioranza della popolazione e
comporteranno l’ulteriore dissesto dei nostri territori.
In continuità con il percorso avviato un anno fa con “La Via Maestra”, riteniamo che anche la mobilitazione
del 29 novembre indetta da CGIL e UIL debba rappresentare un passo avanti nell’ importante
convergenza di tante realtà del mondo sindacale, dei movimenti sociali, delle associazioni e dei comitati
territoriali della società civile.
La drammatica crisi climatica e la disastrosa situazione ambientale, che anche nella nostra regione stanno
dando segni inequivocabili ed estremamente preoccupanti, ci dicono che le lotte per una maggiore
giustizia sociale e per la difesa della democrazia non possano essere disgiunte dall’impegno per una
significativa svolta nelle politiche ambientali e di tutela dei territori, della salute e per un profondo
cambiamento del modello economico, produttivo ed ecologico.
Pertanto, condividendo tutti gli obiettivi indicati nella piattaforma dello sciopero generale, riteniamo che i
tempi siano assolutamente maturi perché il tema della vera transizione ecologica venga definitivamente
inserito, con forza e senza ripensamenti, nelle vertenze, contrattuali, territoriali, nazionali e locali. Una
politica industriale di qualità, che crei buona occupazione, oggi non solo non può prescindere dalla
ricerca dell’effettiva sostenibilità ambientale, ma deve anche essere orientata a produzioni mirate a
difendere la biodiversità, la salute, la qualità della vita e una più democratica diffusione nell’intera
società, con l’obiettivo della fuoriuscita dal sistema fossile e da un’organizzazione della vita quotidiana
incentrata sullo spreco delle risorse. Fra l’altro è ampiamente dimostrato come non fare la transizione
ecologica comporti per la collettività costi assai più elevati, in termini economici, occupazionali, sanitari ed ambientali rispetto ad avviarla con determinazione, interrompendo processi dissipatori irreversibili di energia, denaro pubblico e salute. Riteniamo inoltre, a fronte del drammatico acuirsi dei conflitti armati in corso, che ci si debba mobilitare per il contrasto all’economia di guerra che ci viene imposta, vadano drasticamente ridotte le spese militari, ci si affranchi progressivamente dalla logica dell’appartenenza ai blocchi militari, e le produzioni di guerra vadano riconvertite in produzioni utili ad una società che vuole vivere in Pace e promuovere la
coesistenza fra i popoli, nel rispetto di quanto enuncia la stessa nostra Costituzione.
La Rete Emergenza Climatica e Ambientale dell’Emilia-Romagna intende mantenere con i sindacati un
rapporto di stabile e continuo confronto, che coinvolga la cittadinanza e costruisca sempre di più
momenti e strumenti di democrazia partecipata.
Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia Romagna
RECA aderisce allo sciopero generale del 29 novembre













